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Le vacanze Romane della Terza D

di Giuseppe Paolo Mazzarello
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Pubblicato il 18/03/2014 18:30:35

Scorrono veloci i pollici piegati sullo scintillante strumento,
Il Ponentino s’insinua tra i tenui schiocchi
Degli smartphones.
Dal Gianicolo, il sole brilla sui volti degli artistici liceali.
Sul treno ebbero la razione mentre andavano all’eterna città.
Oggi hanno consumato la strada dei politici palazzi –Quirinale.
Nella chiesa dei francesi, c’era il dipinto delle ombre e delle luci:
Fu detto il Caravaggio, lui che ritraeva gli studenti come santi.
Saettano i messaggi su whatsapp e si postano le foto su face book:
A Campo de’ Fiori arsero un eretico, e già sente caldo Beppe Grillo.
Qualche birra va giù bene, e si disperde il fumo delle sigarette americane:
Le prime ombre già calano sulle serrande levatoie delle discoteche;
E domani si faranno le vasche con le ragazze di Piazza di Spagna,
Sedute sui celebri scalini a rifiatare.
Cesare lasciò in eredità tutti i suoi beni ai Romani, con i giardini rigogliosi
Di là dal Tevere e verso i monti.
Vedranno ancora San Pietro e quanto custodisce il Papa; prima che la tradotta
Torni al salmastro della loro – nostra – città.

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