Pubblicato il 18/11/2010 13:38:39
Se vero che la nuova poesia degli anni Dieci sembra segnare il passo della non novit, mi domando quali siano i veri parametri per poterlo affermare con tanta certezza o, se non altro, per poter indicare come non nuove tutte quelle espressioni poetiche che non sperimentino in modo estremo luso della parola e del concetto. Se la sperimentazione non raggiunge apici di rilievo, come avvenne, per citare un esempio, con la poesia futurista, ci non significa che non vi sia in atto una corrente di trasformazione sotterranea lenta ma molto forte, pronta a lasciarsi dietro ogni incasellamento o definizione pre-confezionata. Confusione? Strada eccentrica e centrale? E possibile che proprio leccentricit e lespressione della giustificazione estetica delle proposizioni in auge, rappresentino la Bellezza della nuova corrente poetica nascente. Si possono scrivere versi apparentemente senza senso (apparentemente privi) e stilisticamente perfetti tanto da compiacere edonistici bisogni di una civilt in cui il piacere racconta molte esperienze, e considerarli Poesia; questo perch la Poesia del nostro tempo nasce e cresce in un ambito senza risoluzione definita, con innumerevoli punti bianchi o evanescenti. Fotografia di ci, i versi quasi privi di un senso che rimandi ad esperienze significative seppur vere. Sono forse i connotati dellinvisibile, piccolo, cosmopolitismo dellio un metro sufficientemente valido per valutare lautenticit o meno di un verso? In che misura ci si avverte fra le righe dei nuovi poeti emergenti? E cosa implica il ritorno al privato se non lidea geniale e mai sorpassata (e non per questo da considerarsi vecchia) che vede lumana condizione quale punto di partenza verso approdi non a vista, bens molto al largo da ogni riferimento casuale o banale? Si, perch il punto di partenza deve necessariamente essere lio, esente dal piccolo cosmopolitismo, punto focale di ogni traiettoria poetica che si rispetti. Al di l delle prove stilistiche e meramente estetiche, giustificate forse da una ricerca di Bellezza estranea alla vita quotidiana e, a parer mio, non condannabili in alcun modo, la nuova poesia traccia possibili rotte da raggiungere in sordina, forse accattivanti perch ricche di immaginari e immagini poco consueti, stilisticamente ineccepibili ma perfettamente criptati nel senso, non assente, ma amplificato da tracciati crittografati e vari. Si dipinge cos un panorama eterogeneo che da mappare risulta difficile perch ancora in fase di lenta evoluzione e definizione, anche per i poeti stessi; il seme per ormai gettato e si iniziano gi a vedere i germogli. Il principiale, qui, porta in diverse corsie di smistamento ma il fulcro rimane lo scavo interiore che non si discosti mai troppo dallapparire a vista, la proposta di individuazione, ricerca, di valori di riferimento ragionati e scoperti con fatica talvolta, o al contrario con immane leggerezza. Per concludere, credo che laffermare che vi sia un generale indirizzo di poesia ben scritta possa essere opinabile poich esistono ancora nuove forme poetiche non ancora pronte al decollo, prive di personalit definita in un mare indefinito e vasto che fa perdere le coordinate, e che non hanno compreso fino in fondo quanto problematica sia la via verso lautenticit. Lautenticit fatica che si rispecchia nellassoluto rispetto dellessere umano, nel suo volgere il capo senza timore verso i numeri possibili che creano le combinazioni creative del nostro Tempo. E questo rimanendo sempre a vista pur non essendolo affatto.
Federica Galetto
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