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Zorat (inedito)


Testo proposto da LaRecherche.it

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Pubblicato il 05/04/2010 12:00:00

...più difficile di essere un grande poeta è diventare un uomo degno. Qui dove abito adesso ci sono dei vecchietti pieni di saggezza contadina, che sorridono e salutano quando ti incontrano. Ero alla Coop del paese e alla cassa ho aiutato un anziano a tirar fuori la pasta dal carrello. L'avevo visto spesso lungo la via principale, trasportare una bicicletta a mano tutto storto. Mi ha ringraziato con un sorriso disarmante, invitandomi a bere un cappuccino al bar per festeggiare i suoi cinquantasei anni di matrimonio. Al banco non faceva che esprimere la sua gioia e la sua gratitudine alla vita per conoscere così tante persone generose. Al pomeriggio gli ho portato una poesiola, che ho scritto su una pergamena, avvolta in un nastro giallo...

Se ti avvicini agli occhi del vecchio Zorat
scoprirai che sono una fessura
da cui si può vedere la montagna innevata
e i campi a primavera
e l'amore di una donna
e l'eterno fluire delle stagioni

Mi ha accolto la moglie, nel cortile con le galline. Mi hanno fatto entrare, offrendomi un aperitivo, commossi per la poesiola prima ancora che gliela leggessi. Poi, con un filo di voce, il vecchio Zorat dice: "Grazie per aver visto ancora i miei due occhi, è da quando avevo vent'anni che ne ho perso uno per un'incornata di una mucca. Ma adesso dall'occhio superstite ci vedo benissimo, come da due. La natura compensa sempre, anche quando non la capiamo".
Ecco, riuscire a superare le avversità della vita senza cedere al rancore,questa è la vera grandezza.

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