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Biagio Cepollaro, Da strato a strato: la mostra

Comunicazione di Stelvio Di Spigno
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Pubblicato il 17/01/2010 10:42:40

Da strato a strato il titolo di un libro e di una mostra.
Raccoglie 21 immagini di quadri e 21 stanze di un poemetto. Testi e immagini nate contemporaneamente, parole che si sono coagulate sulla pagina e parole che hanno dialogato con i materiali della pittura, diventando segni tra segni.
Le parole della poesia sono leggibili, stampate in un libro: possono essere lette ad alta voce chiamando chi ascolta al significato, le parole che sono diventate segni possono in un certo senso essere viste per quelle che sono: tracce su legno o su tela di movimenti della mano e della sua intensit nellinsieme di altri gesti e di altre tracce.
Ho voluto scrivere sul cemento, sul gesso, sul pigmento, sul catrame. Non solo sulla carta. Le parole, diventate illeggibili ma non irriconoscibili, ai miei occhi hanno conquistato un senso che non avevano: si sono incarnate, sono diventate, con i colori e con le materie, elementi della composizione complessiva: le parole, insomma, sono nel quadro, sono il quadro. E stato come uscire dallastrazione e dal mentale del linguaggio. E stato come esplorare la lingua delle cose, la lingua muta ma espressiva di quellimmenso mondo extra-verbale che una volta era la Natura e che oggi la Citt, dove non tanto la tecnica regna, ma il caso, spesso, violento e talvolta sorprendentemente bello. Ecco perch il catrame, il cemento e il gesso, e, insieme, lacrilico, il pigmento e lantica tecnica della tempera alluovo. Per provare con mezzi elementari ad indicare la complessit che non si lascia dire.

"Sono piuttosto soddisfatto di essere un grafico (cio un designer - fra l'altro - della scrittura), perch i miei attrezzi conoscitivi mi sembrano abbastanza calzanti rispetto al lavoro di Biagio Cepollaro. Avere un piede nel verbale e uno nel figurale, e essere abituato a pensare che la scrittura ha un apparenza e una fenomenalit, va proprio bene per i quadri di Biagio.
Rispetto alla origine verbale, e poi scrittoria, per come se Biagio quasi una volta per tutte, oltre che all'avviarsi di ognuna delle sue opere, facesse quanto dice Stefano Agosti a proposito di Klee e della pratica usata da tutti i pittori: il gesto, cio, di strizzare gli occhi: Socchiudendo gli occhi il pittore libera forme, masse, volume e colore dai loro vincoli con gli oggetti, (e per Cepollaro gli oggetti sono "cose scritte"). Strizzando gli occhi il pittore nega, cio, cancella, oblitera la semantica proprio per mettersi in grado di fare esplodere i valori estesici". (Giovanni Anceschi, La scrittura rinnegata)

"Its hard to imagine a time when only landscapes and portraiture were the order of the day. We are surrounded by so many kinds of art today, that considering any restraints is nearly impossible. Here we are in the 21st century, where using words, letters, marks and gestures is quite common. Writing has become such an integral part of many an artists oeuvre. One such artist is Biagio Cepollaro. In some of his work, theres the enigma of seeing legible words without being able to understand them, which makes us wonder what hes saying; what ideas are being proffered. In other works, its only the gesture of writing that he captures and he uses that as construction, with no intention of conveying a meaning. But whether readable or not his compositions are all about writing and marks. Instead of looking at a still life or landscape, here we are appreciating something totally human; a mans thoughts and gestures". (Dean Aldrich , Words and Mark Making)

Biagio Cepollaro (Napoli, 1959) che ha prodotto in un trentennio di attivit poetica libri come la Trilogia 1985-1997 (Scribeide, Luna persciente, Fabrica) e i pi recenti Versi Nuovi (2004) e Lavoro da fare (2006), in questa fase della sua vita si dedicato intensamente allattivit pittorica, portando in tale ambito tutta lesperienza compositiva e la sensibilit per i segni della poesia.
Due libri, editi da La Camera verde di Roma, illustrano il suo lavoro artistico: Nel fuoco della scrittura (2008), titolo omonimo delle mostre a Roma (La Camera verde,2008), Napoli (Il filo di Partenope,2009), Piacenza (Laboratorio delle Arti,2009) e Milano (Archi Gallery,2009) e Da strato a strato (2009).
La rivista il Verri (n.41, 2009)gli ha dedicato la copertina.
Sono intervenuti criticamente sul suo lavoro pittorico: Giovanni Anceschi, Introduzione a Da strato a strato, La Camera verde, Roma, 2009), Ottavio Rossani, Corriere della sera.it ; Paola de Ciuceis, Il mattino di Napoli, 15 gennaio, 2009; Rosanna Guida, Italo Testa, Davide Racca.

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