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Soliloquio semplice

di Adielle
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Pubblicato il 07/10/2014 22:17:04

Dimenticarti è difficile

passa labile tra le belve affamate

l'incarnata preda sulfurea dei miei pensieri lavici

si specchia nelle brame

a sadiche pose sposa le sue trame in fauci

perchè se ti piace viene meglio tormentarmi

ed essere audace dea dei rimpianti

mors tua vita mea e non riesco a dormire

sulle braci che spargi a prova di respiro.

La mia metà va per la città

gridando a tutti che son morto

la qualità di questa verità

si genera dal lutto

che non elaboro ma rimuovo

pur di credermi ancora vivo.

Per gioco cerco indizi che mi portino da te

leggo messaggi in codice da tutto ciò che mi accade intorno.

Formo le forme se non si formano.

La mia metà va nei boschi

a sussurrare ai rami che mi indichino la strada sbagliata

ma le foglie hanno pietà e riflettono la luna sui suoi passi

perchè possa raggiungerla dove cambia pelle alle sue voglie.

Frusta sui desideri il soliloquio dell'amore

ad aprire nuovi varchi

dove prima l'anima era chiusa a passare

e così ci sono notti in cui ho paura a chiudere gli occhi

e vederti venirne alla ribalta.

La mia metà va nei sogni

a intercedere ressurrezioni 

per tutti quegli io che sono stato almeno una volta.

L' unità si cerca attratti da un istinto di conservazione

della parte-madre delle parti.

Una biologia atomica non anatomica nella sessuazione di Lacan.


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