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Quando la filosofia si fa poesia

Argomento: Letteratura

Articolo di Giuseppa Sicura 

Proposta di Bianca Mannu »

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Pubblicato il 18/06/2012 23:51:26

Fabellae (Aipsa ed. 2006), la seconda raccolta poetica di Bianca Mannu, affacciatasi allaribalta letteraria senza tanto rumore, tra le pi significative di tuttequelle venute alla luce nella prima decade di questo confusionario terzomillennio, popolato sempre pi, in ogni angolo del mondo reale e di quellovirtuale, da innumerevoli e prolifici sedicenti poeti, che inseguono belleparole in una continua girandola, dove non si celebra la poesia,  ma unicamente il trionfo di un devastante  nulla.Da questo calderone il libro di Bianca si distingue a prima lettura e siallontana anni luce imponendosi allattenzione dei lettori pi esigenti e dellacritica pi rigorosa.

Ѐ unlibro sui generis e ci che lo rendequasi unico il linguaggio scelto dallautrice. E dico scelto perch ritengo indubbio che una scelta sia stata fatta eponderata. Lautrice conosce bene i meccanismi che portano ad una scritturapoetica lineare e semplice e sa farne uso, quando vuole; per Fabellae per ci propone una lingua non alla portata dichiunque, ma per addetti ai lavori, anzi di pi, per palati raffinati, perchfa largo uso di parole poco comuni, spesso attinte dalla tradizione letterariaclassica, o termini  molto specifici, chesi compiace di ricercare con dovizia quasi maniacale e riesce a collocare  nella frase poetica con maestria.

Nerisulta quasi una nuova lingua, sconosciuta ai pi, ma dal livello dicomplessit e di raffinatezza  raggiuntosi evince  la giusta cifra sullapadronanza del mezzo espressivo e sul possesso di un vasto panorama lessicale,che la poetessa manipola con estrema abilit. Una forte e consolidata coscienzadi s e del suo ricco mondo interiore la trascina spesso verso mete sempre pilontane e ardue, per cui a volte sintuisce la difficolt nel procedere, ma ilcontrollo degli elementi della frase poetica, pur interrotta spesso daincidentali, non sfugge mai.

Leisa che anche i pi esperti e colti avranno bisogno di essere affiancati da undizionario per decifrare il suo linguaggio e non se ne preoccupa. E questa consapevolezza si percepisce e d unvalore aggiunto alla raccolta.

Questascelta, per quanto meditata e ponderata, potrebbe sembrare comunqueanacronistica e insensata, ma non lo affatto, perch la poetessa riesce astendere su ogni testo un velo di sottile ironia, sapientemente dosata, che nealleggerisce i pesi e ne giustifica anche le esagerazioni pi sfacciate.

Non una poesia immediata quella di Bianca Mannu; necessaria unallenata testapensante, un attento esploratore, per cogliere appieno pensieri, immagini, emozionie metafore che pur zampillano effervescenti nelle sue pagine, conferendo altesto una carica esplosiva inconsueta.

Lasua una poesia colma di materia, di concetti ed atmosfere, una poesia doveanche laspetto formale, nella struttura delle liriche, assume unimportanzarilevante e persino lo spazio tra i versi partecipa al canto e si animariempiendosi di contenuto.

Isuoi versi sono un crogiuolo di filosofia e poesia. La poetessa diceapertamente di  preferire la poesia allafilosofia, ma unaffermazione che appare un po contraddittoria, in quantotutta la raccolta trasuda di filosofia e senza di essa la stessa poesia che nescaturisce non avrebbe il vigore e la corposit che la contraddistingue, perchin essa si aggrappa come ad una roccia, da essa trae linfa e sussistenza.

Forsetale preferenza limitata solo ai momenti in cui avverte urgenza diconsolazione e la poesia certamente si presta meglio a tale compito, poichgli elementi che concorrono a determinarne lessenza  hanno, dalla notte dei tempi, accertate virt terapeutiche e di conforto;  forseinvece sono mutati con la  maturitvalori e concezioni che si davano per definitivi. Comunque sia, ormai in lei ilprocesso per arrivare alla poesia passa sempre attraverso gli ingarbugliamentidei viaggi mentali in mondi dove lastrazione, filosofica o religiosa, la fa dapadrona ed ha creato un substrato sedimentato su cui poggeranno ogni suo futuropensiero, ogni futura e profonda emozione, ogni recupero di memoria.  

Conoscendolapersonalmente posso attestare che anche il suo linguaggio del viverequotidiano, pur non ignorando la strada della semplicit, spesso sceglie dipercorrere strade pi complesse dove lessico e pensiero, fortemente infarcitidi filosofia, poesia e anche politica, risultano difficili da decodificarenellimmediatezza e pertanto potrebbero scoraggiare ogni tentativo dapproccio.

Bastapoco per a infrangere la barriera: unapplicazione attenta nel decifrare e unavoglia di conoscenza o di sano confronto e si apre ai nostri occhi un mondosconfinato da scoprire, strade e sentieri da esplorare in ogni angolo, in ognianfratto.

Forsetraspare in lei ogni tanto anche la volont di distaccarsi da tutto questobagaglio culturale e linguistico, ma ci non implica la necessit dellimpresa,poich la gestione del tutto, condotta con competenza e disinvoltura e portasempre a risultati dinamici ed efficienti.

 

InFabellae per non solo filosofia e poesia, a volte si sentein alcuni versi anche il bisogno impellente di unentit religiosa solida chepossa fare da guida ed appare evidente una ricerca in tal senso sulle traccedi un dio che per si nega o addita mete cupe ed evanescenti, aggiungendo alloscompiglio del pellegrino claudicante una forte dose di afflizione.

Abbiamonelle pagine di questo libro un essere in cerca di un porto quieto non ancoraidentificato, unanima meteoropatica che, pur prendendo le dovute distanze daogni tempo e da ogni tentativo, seppur velato, di condizionamento, vede tuttoci che sta al di fuori di s come una forza, che si manifesta spessonellavvicendarsi ineluttabile delle stagioni e che pu sovrastarla determinandoil suo modo di essere. Quando questa forza risulta impregnata di energianegativa lei si difende da tutto e da tutti come pu, anche semplicemente  chiudendo una tenda per rifugiarsi dentro dis, in un mondo fatto di ombre.

Nienteforse le resta da condividere in un mondo mortificato dalla insensatezza edalla nefasta cattiveria umana, che ha offeso e bruciato il suo desiderio diun mondo che non c, ma anche il viaggio nel suo didentro le risulta infinepoco allettante: solo un tuffo in un fastidioso mare di malinconia.

Unanimacomunque inquieta quella di Bianca; uninquietudine a trecentosessanta gradi,palpabile anche e soprattutto in quei versi che tentano di superarla, a voltecon una delicata e sottile ironia, altre volte con parole provocatorie edesibizioniste.

 

Anchelesperienza amorosa, che si delinea nella seconda sezione (Sepulta Venus), ma sintravede o si ripropone anche in altre, appare travagliata e aggiunge scompiglio alsuo malessere. Gi il solo titolo ci fornisce indicazioni precise,inequivocabili.

Vorrebbeessere terra che cede alla pioggia il suo tiepido grembo e attendelirruenza del vomere; vorrebbe spalmare di miele il pane e la fatica del suouomo e, invece, si rende conto che il miele gi finito e che lei, ape ancorapronta a tentare per lui il suo volo pi alto, in realt stata gi uccisa daun crudele cuore di tenebra, ancor prima di essere nata in quel cuore.

Eppurele sarebbe bastato poco, un  piccolo lagotranquillo dove galleggiare o un campo di fiori dove posare le sue ali leggere, ma un cuore che esiste - senza vivere, un cuore di sasso quello che sitrova a fianco e niente di buono, di bello, di vero potr mai brillare dentroquel sasso.

Neisuoi confronti si sprecano gli aggettivi e gli appellativi: lupo affamato esornione, perverso, stolido, dalla sagacia inutile, dal viso oblivioso eforesto ecc. Ad autodefinirsi gliene basta invece solo uno di aggettivo,minchiona, che ricaviamo dal verbo nellultimo verso della lirica Alcuna sera, e che la dice lunga sul suomodo di vedere, col senno di poi, questa triste storia damore.

Edi quella storia restano ancora teneri ricordi legati a momenti di vitaquotidiana, in cui anche la spalliera duna consunta poltrona, dove luidormicchiava, acquista la valenza di unanima e il ciuffo bianco del suo uomo,dove lei posava una carezza, diventa il particolare di un quadro dipinto con icolori dellamore. Poi basta qualche verso soltanto e quelle dolci immagini sitramutano in una prigione, dove tutto ci che sta al di fuori delle mura dicasa appare perso e ogni tentativo di guadagnare luscita risulta compromesso,ogni messaggio di protesta seppellito nellimmensit dei silenzi diquellessere, contento solo della sua immagine riflessa nello specchio delcom.

Malamore non , per Bianca, definitivamente perduto e quel raggio di sole chefuori grida tutta la sua luce e attraversando la tenda illumina impietoso, sultappeto, le impronte vuote di lui, pur rinnovando il dolore di unassenza,azzera ogni sconfitta  e apre lattesaverso nuovi orizzonti, facendo presagire lavvento di un giorno in cui potercelebrare ancora, dentro di s, il trionfo dellamore.

 

Nellaterza sezione del libro Bianca prende in esame il suo rapporto con le cose e iluoghi e qui viene fuori lo spirito artistico della poetessa-pittrice, chelascia il pennello e ci regala quadri dipinti con le parole.  Preziosa la caffettiera che tossisce il suocaff  e la tazza accosciata sulpiatto, cos come quel sucrier diceramica viola col cucchiaino ficcato nella pancia.

Lacasa invece per lei un luogo vuoto damore e, col suo silenzio prensile egonfio, lafferra e avvolge ad ogni rientro, subito appena chiuso luscio.Forse ancora troppo vicina luscita dal sogno, per poter ignorare leassenze che popolano gli angoli. Una casa dove lei  ormai straparla  di

sa se stessa, riempiendola del suo delirio. Una casa che gi nel titolo ci vienepresentata come Malacasa e che ci dla dimensione del dolore per la fine di un sentimento profondamente vissuto.

 

Lanatura sempre presente nei versi di questa autentica e stravagante poetessa,ma soprattutto nella quarta sezione viene raggiunto lapice della celebrazionee il cielo, il sole, la pioggia, il vento vengono disegnati quali elementi che,nel loro continuo divenire, riescono a regalarle momenti di estasi leggera, aintermittenza per. Ci tiene a farci capire che quelli sono solo brevi momenti,bagliori vi vita che fuggono, e ci ripete, quasi a cantilena, che si verificanosolo qualche volta.

Lattenzioneper la natura minuziosa e sempre sortisce poesia di una delicatezzaimpalpabile, unica, dove persino le blatte ci appaiono come farfalle e i ventisi trasformano, per magia, in monelli di strada.

Ed proprio in questi versi che Bianca ci consegna quel mondo che vorrebbe. Unmondo in cui ogni elemento appare in armonia con gli altri e ogni piccolodettaglio lascia intuire una presenza di vita, un respiro, anche se breve, comequello della primavera incalzata dal sole incandescente dellestate. Un mondofatto di tanti colori, dove persino il violaceo, che il vespro spande dovunque,ha la lucentezza e la preziosit del cristallo; dove la tazzina del caff,ancora sporca sul lavabo, si stacca dal tutto in forme tridimensionali atestimoniare simulati sprazzi di gaiezza. Anche i gesti banali, quotidiani, di donna che rientra a casa stressata,dopo aver fatto la spesa, elencati in fotogrammi minuziosi, appaiono comesequenze di colori, quelli del giorno che esplode ed incombe e che lei intendegabbare, mollando tutto alla rinfusa in cucina, scaraventandosi sul letto efingendo una dipartita dispettosa tra un ghigno ed un sorriso.

E da lei c daspettarsi sempre soluzioni originaliche ci sorprendono e che inneggiano comunque ad una libert spesso assoggettataalle esigenze altrui e sempre rivendicata, perch condizione imprescindibile,soprattutto in uno spirito creativo.

 

Una poetessa minuta, ma dallanimo avventato, siautodefinisce Bianca nellultima sezione e si presenta, allo sguardo dellettore, come una donna che non conosce dubbi nei percorsi del cuore, dove lacattiveria non attecchisce, n si tramuta mai in ruggine e silenzio, matuttal pi si smorza in riso.  Avidadaffetto, per averne pronta a giocarsi anche lultimo scampolo di vita,rischiando il buio degli abissi pi profondi.

Il suo carattere caparbio e indocile si delinea findai tempi degli studi scolastici, quando il fischio violento del treno lacatapultava dal letto, il cui tepore, quasi unica consolazione e scampo allefatiche mentali del giorno, alimentava sogni e scaldava la sua voglia segretadi poesia.  Prigioniera nellattesa, instazioni spoglie come obitori, fra sprechi di tempo e scintille di genio,inventava gi forme di riscatto per il suo futuro.

Oggi, pur guardando con largo distacco i credi dimassa e proclamandosi infedele a qualsiasi rito, si dice pronta a partecipare,per godere anche lei di qualche momento di paradiso, ma con lo spirito di chisa gi che sconter la sbronza della festa in un triste angolo di solitudine.

Ed questa solitudine che domina negli ultimi versidel libro, una condizione frutto di una scelta a lungo meditata e per troppotempo scongiurata.

Bianca una donna qualunque, che avrebbe pervoluto essere speciale, essenziale, nella vita di un'altra persona, e si  ritrovata invece davanti un vuotostratosferico di parole in un viaggio da sola verso il nulla, e con coraggio hapreferito, a questo deludente spettacolo, una deflagrazione totale, per aprire finalmente le porte al suo spiritolibero, a lungo mortificato.

Convalidato da tale scelta, ci appare chiaro tra leultime liriche il suggerimento della poetessa a non cedere ai compromessi e adavere il coraggio di pretendere sempre dalla vita la possibilit di un percorsoin quella strada che si dipana tra cielo e terra, anche se ci pu apparireunutopia: chiediamo alla vita un sogno che oltre alle ali per un volo infinitoabbia anche salde radici in terra per reggere ai pi violenti tumulti.

Una personalit molto complessa quella chescaturisce da questo libro. Bianca veramente una poetessa di ampio respiro,un vulcano di pensieri e sentimenti, ed capace di plasmare i versi con unlinguaggio particolare, che tende ad evidenziare anche le pi impercettibilisfumature di senso, per porgerci una poesia raffinata e universale, che potrreggere la sfida col tempo e sar sempre degna di sostenere qualsiasiconfronto.  


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