Pubblicato il 03/09/2016 20:15:18
ho langelo alla schiena come un monumento un anello e dalla mia carne sfoglia veli fino a traversarmi liberamente e io comincio a trovarmi fra tanti morti e gi raggelo la fragranza i globuli pieni di freddo convertiti e le mie parole perdono tutta laria e sono secche e sono dense pi delle terre cos la morte che occorre in una coppa di terra poi le vene rigide e quanto silenzio e tutta la carne ghiacciata per quel ciglio terribile ho gi una costola nel cielo che un raggio una scintilla e quel sapore di fiele si attacca e divento sordo ma se indovino il lampo uscir dallaria dal mio turno sepolto dove tutto vapore le ossa le mani il sudore le carni e le mete dove tutto ancora aperto come un tempo vacante e l nel vuoto che tutto gira e si lapocalisse sopra lanatomia senza peso trasparenti come dassenzio e si un soffio sar da l per lintero cono del cielo che scivoler come un tronco e potr delimitare lo spazio essere un ago nel pianeta lo spartivento e potr salire al sole con il fuoco tra i denti e un faro doro tra le dita e stare eterno per tutta laria come un nastro un campo santo
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