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Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

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La pastorella abbandonata

di Carmela Sciascia 

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Pubblicato il 07/03/2017 18:12:20

Mesta e pensosa in su l’incerta via

è all’imbrunir la giovin pastorella nel far ritorno, umile e pur bella,

al dolce casolar, gioia natia, ove con ansia con attesa pia

sta la sua mamma buona aspettando ella.

 

Stanca di camminar su l’aspre rocce col gregge che le fa da compagnia

ella s’arresta

e allor copiose gocce dagli occhi scintillanti vengon via.

 

Son tristi ricordi di chi amor le avea giurato eterno e l’ha tradita.

 

Ma in lei la fiamma ardente più non muore

e nel’angoscia a Dio supplica aita.

 

Del giovin cuore innamorato e affranto un serafin celeste ode l’affanno

e nel silenzio rotto da quel pianto

a lei s’appressa quasi per incanto

e con dolci note qual spiritual manna

l’unico amor, sussurra, è iddio e la mamma

 

Carmela Sciascia (1943)


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