Sostieni il nostro comune progetto: diventa Socio e/o fai una donazione
:: Pagina iniziale | Autenticati | Registrati | Tutti gli autori | Biografie | Ricerca | Altri siti ::  :: Chi siamo | Contatti ::
:: Poesia | Aforismi | Prosa/Narrativa | Pensieri | Articoli | Saggi | Eventi | Autori proposti | Video proposti | 4 mani  :: Posta ::
:: Poesia della settimana | Recensioni | Interviste | Libri liberi [eBook] | I libri vagabondi [book crossing] ::  :: Commenti dei lettori ::
ANTOLOGIA PROUSTIANA 2018: CHERCHEZ LA FEMME
 

Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

Identità di libertà e necessità

di Paolo Melandri
[ biografia | pagina personale | scrivi all'autore ]


[ Raccogli tutti gli aforismi dell'autore in una sola pagina ]

« indietro | stampa | invia ad un amico »
# 0 commenti: Leggi | Commenta » | commenta con il testo a fronte »




Pubblicato il 09/06/2018 22:31:07

Ogni operare si può intendere solo mediante un'originaria unificazione di libertà e necessità. La prova di ciò è, che ogni operare, sia dell'individuo, sia dell'intera specie, come azione deve essere pensata libera, ma, come evento oggettivo, soggetta a leggi naturali. Soggettivamente dunque, per il fenomeno interiore, noi operiamo; oggettivamente, non operiamo, bensì un altro opera quasi per mezzo nostro.

Questo obiettivo, che opera per mezzo mio, deve essere però nuovamente io. Ora io però sono soltanto il conscio, quell'altro invece è l'inconscio. Dunque l'inconscio del mio operare deve essere identico al conscio. Ma questa identità non può dimostrarsi nel libero operare medesimo, perché essa appunto in servizio del libero operare (cioè dell'oggettivarsi di quell'obiettivo) si toglie. Questa identità pertanto dovrebbe essere indicata al di là da un tale oggettivarsi. Ma ciò che nel libero operare diventa l'obiettivo oggettivo, indipendente da noi, è, di qua dal fenomeno, l'intuire, dunque si dovrebbe dimostrare l'identità nell'intuire.

Ora essa non si può dimostrare nell'intuire. Perché o l'intuire è meramente soggettivo, dunque in generale non oggettivo; o diviene oggettivo nell'operare, e in esso, appunto in servizio all'oggettivazione, quell'identità si è tolta. Quella identità dunque dovrebbe essere dimostrata solo, forse per caso, nei prodotti dell'intuizione, nelle esperienze intuitive oggettivate e obiettive.

 

© Paolo Melandri (9. 6. 2018)


# 0 commenti: Leggi | Commenta » | commenta con il testo a fronte »

 

Di seguito trovi le ultime pubblicazioni dell'autore in questa sezione (max 10)
[se vuoi leggere di più vai alla pagina personale dell'autore »]

Paolo Melandri, nella sezione Aforismi, ha pubblicato anche:

:: Fuori sesto (Pubblicato il 30/07/2018 19:21:16 - visite: 35) »

:: Inutile rimpiangere il passato (Pubblicato il 25/07/2018 23:41:13 - visite: 35) »

:: Stare calmi in tempi difficili (Pubblicato il 25/07/2018 21:42:11 - visite: 31) »

:: Vivere il momento presente (Pubblicato il 23/07/2018 21:42:13 - visite: 35) »

:: Niente ti è impossibile (Pubblicato il 23/07/2018 20:05:42 - visite: 29) »

:: Ego e specie (Pubblicato il 21/07/2018 19:45:11 - visite: 36) »

:: Educatori (Pubblicato il 19/07/2018 23:05:37 - visite: 36) »

:: Ciò che vediamo (Pubblicato il 16/07/2018 13:47:23 - visite: 36) »

:: Rifiuti e scarti (Pubblicato il 13/07/2018 13:36:15 - visite: 29) »

:: Sofferenze politiche (Pubblicato il 11/07/2018 21:14:48 - visite: 35) »