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Al TorinoFilmLab, i film del futuro

Argomento: Cinema

Saggio di GioMa 

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Pubblicato il 05/12/2019 17:13:38

TORINO 2019 TorinoFilmLab

Nella foto: La produttrice Michela Pini e il regista Cyril Schäublin con il loro TFL Production Awards per Unrest (© TFL)

Al TorinoFilmLab, i film del futuro
di Vittoria Scarpa

25/11/2019 - Oltre 300 professionisti del cinema si sono riuniti anche quest’anno al TFL Meeting Event, la cui 12ma edizione si è svolta dal 21 al 23 novembre a Torino
Un anno importante, il 2019, per il TorinoFilmLab. Alla sua 12ma edizione, il laboratorio torinese che supporta talenti da tutto il mondo nello sviluppo, la produzione e la distribuzione dei loro film (soprattutto opere prime e seconde), ha superato la soglia dei 100 lungometraggi completati dalla sua nascita nel 2008 (al momento sono 107), diretti da registi provenienti da 49 paesi diversi e pluripremiati nei festival internazionali. Soltanto al Locarno Film Festival, i riconoscimenti per i film targati TFL sono stati quest’anno 7.
Ma il 2019 ha portato anche dei cambiamenti al lab torinese. “È stato un anno speciale”, ci ha confermato Mercedes Fernández Alonso, TFL Managing Director, al Meeting Event che si è svolto a Torino dal 21 al 23 novembre. “Abbiamo ampliato la struttura e creato un Pedagogical Team composto da professionisti di alto livello da diverse regioni del mondo (Argentina, Croazia, Svezia, Israele…), ognuno con un diverso background professionale, che hanno arricchito enormemente la parte del disegno dei workshop, lo scouting dei partecipanti, il lavoro di sviluppo dei progetti. Il risultato è positivo: i progetti selezionati mostrano una varietà geografica e tematica molto forte”.

“Una struttura federalista e solidale”, la definisce Vincenzo Bugno, già responsabile del World Cinema Fund della Berlinale e nuovo membro del team TFL. “Ci conosciamo tutti da anni, c’è un rapporto di stima e fiducia. Puntiamo a lavorare sulla culture diversity a vari livelli, con un’attenzione alle culture extraeuropee e alla diversificazione dei ruoli gender nell’ambito delle varie produzioni”, ci ha spiegato.
Storie di giovani sciamani contemporanei (Ze di Lkhagvadulam Purev-ochir), di amori saffici proibiti sotto il regime comunista (Only Lola di Grzegorz Mołda), di donne di mezza età alle prese con nuove mansioni lavorative (The Permanent Picture di Laura Ferrés Moreno); e poi ancora, uno scienziato visionario e donchisciottesco sogna di salvare il genere umano in Novak di Harry Lagoussis, due imprenditori fraudolenti trascorrono le ultime 24 ore di libertà prima del loro arresto in Dust, sceneggiato da Angelo Tijssens (già co-sceneggiatore di Girl di Lukas Dhont), mentre in Madame di Dominik Locher (Goliath) una domestica vessata dalla sua anziana padrona comincia a mischiare erbe velenose all’omelette quotidiana della signora, fino a quando quest’ultima non le chiede di somministrarle la dose finale in cambio di una lauta ricompensa.

La varietà dei nuovi progetti presentati quest’anno al TFL Meeting Event è davvero notevole. Ma c’è un filo rosso che li collega? “C’è un grandissimo tema legato all’identità”, osserva Fernández Alonso, “sono tutti professionisti che hanno vite a cavallo tra più nazioni, c’è chi è nato in Thailandia, vive a New York ma poi per lavoro è sempre in viaggio in Europa. Sono esistenze che rispecchiano la trasformazione della vita di oggi, una mobilità che porta a interrogativi sull’identità, sia territoriale che sessuale”.
Birchanger Green di Moin Hussain, ad esempio, è “un film spaziale ambientato sulla Terra” – stando alle parole del suo autore – in cui il figlio di un immigrato, indagando sul passato misterioso di suo padre, comincia a sospettare che sia un alieno. Si interroga invece sulle conseguenze dell’adozione internazionale e sulla famiglia multiculturale The Quiet Migration di Malene Choi Jensen, mentre Panopticon di George Sikharulidze ritrae i desideri sessuali repressi di un teenager georgiano cristiano ortodosso.

“C’è anche una forte ricerca sul linguaggio audiovisivo”, prosegue Fernández Alonso, e infine, “un sottile senso dell’umorismo, che rende questi progetti ancora più profondi”. A tal proposito, Wild Encounters di Sarah Arnold è una black comedy che indaga gli istinti animali dell’uomo attraverso il personaggio di un cacciatore di cinghiali, e Three Days of Fish di Peter Hoogendoorn, un road movie con protagonisti un figlio e il suo anziano padre, tra accuse, insinuazioni e amore incondizionato. Si segnala infine The Swedish Torpedo di Frida Kempff, in cui una donna, nella Svezia del 1939, sfida la sua famiglia e le convenzioni sociali per compiere un’impresa straordinaria: attraversare la Manica a nuoto.

I progetti presentati al 12° TFL Meeting Event:
Script Lab

Anna Doesn’t Want to Be Seen Dancing - Gabriel Herra Torres (Georgia/Messico)
Produzione: Natura Film; co-produzione: Black Maria Producciones

Opera prima
Birchanger Green - Moin Hussain (Regno Unito)
Produzione: Escape Films

Opera prima
Dust - Angelo Tijssens (sceneggiatore) (Belgio/Paesi Bassi)
Produzione: A Private View; co-produzione: Viking Film
Flores - Ena Sendijarević (Paesi Bassi)

Produzione: Lemming Film
Madame - Dominik Locher (Svizzera)

Produzione: maximage
Novak - Harry Lagoussis (Grecia/Francia/Serbia)
Produzione: Heretic; co-produzione: Cinéma Defacto, Non-Aligned Films

Opera prima
Only Lola - Grzegorz Mołda (Polonia)
In cerca di produttore

Opera prima
Painless - Michael Wahrmann (Brasile)
Produzione: SANCHO&PUNTA

Panopticon - George Sikharulidze (Georgia/Francia)
Produzione: 20 Steps Productions; co-produzione: Arizona Productions

Opera prima
Rhino - Dubravka Turić (Croazia)
Produzione: Kinorama

Suddenly - Melisa Önel (Turchia)
Produzione: Vigo Film

Takotsubo - Miki Polonski (Israele/Francia)
Produzione: KM Production; co-produzione: KinoElektron

Opera prima
The Permanent Picture - Laura Ferrés Moreno (Spagna/Francia)
Produzione: Fasten Films; co-produzione: Le Bureau

Opera prima
The Quiet Migration - Malene Choi Jensen (Danimarca)
Produzione: Manna Film

The Songsmith - Bayu Prihantoro Filemon (Indonesia)
Produzione: KawanKawan Media

Opera prima
The Swedish Torpedo - Frida Kempff (Svezia/Danimarca)
Produzione: Momento Film; co-produzione: Toolbox Films

The Sweet Bitterness of Ripe Pomegranates - Andrey Volkashin (Macedonia del Nord)
Produzione: Veda Film Production

Three Days of Fish - Peter Hoogendoorn (Paesi Bassi)
Produzione: Circe Films

Wild Encounters - Sarah Arnold (Francia/Svizzera)
Produzione: 5 à 7 Films; co-produzione: TWOSA Films

Opera prima
Ze - Lkhagvadulam Purev-ochir (Mongolia)
Produzione: Guru Media

Opera prima
FeatureLab
A Male - Fabián Hernández (Colombia/Paesi Bassi)
Produzione: Medio de Contención Producciones; co-produzione: Fortuna Films

Opera prima
A Year Of Cold - Min Bahadur Bham (Nepal/Francia/Norvegia/Singapore/Myanmar)
Produzione: Shooney Films; co-produzione: Catherine Dussart Productions, Ape&Bjørn, Potocol, Green Age Film Production

About The End - Cristina Picchi (Svezia/Lituania/Italia)
Produzione: Fasad Production; co-produzione: Just A Moment, Kino Produzioni

Opera prima
Crocodile Tears - Tumpal Tampubolon (Indonesia/Francia)
Produzione: Tanakhir Films; co-produzione: Acrobates Films

Houses - Veronica Nicole Tetelbaum (Israele)
Produzione: Plan B Productions

Opera prima
Mizeria - Eva Michon (Canada/Polonia)
Produzione: Film Forge; co-produzione: Opus Film

Opera prima
Pilgrims - Laurynas Bareisa (Lituania)
Produzione: afterschool

Opera prima
Runner - Marian Mathias (Germania/Francia/Stati Uniti)
Produzione: Killjoy Films; co-produzione: Easy Riders, Man Alive

Opera prima
Still Here - Suranga D. Katugampala (Italia/Portogallo)
Produzione: Okta Film; co-produzione: O Som e a Fúria

Unrest - Cyril Schäublin (Svizzera)
Produzione: Seeland Filmproduktion

Victus - Andrei Tanase (Romania)
Produzione: Domestic Film


TORINO 2019 TorinoFilmLab

Assegnati i premi del 12° TorinoFilmLab
di Vittoria Scarpa

25/11/2019 - Diciassette i premi, a sostegno di sviluppo, produzione e distribuzione, attribuiti al termine del Meeting Event annuale ai migliori progetti di quest’anno, per un totale di 437.000 euro.

Anche quest’anno, i premi del TorinoFilmLab viaggiano in tutto il mondo, dalla Svizzera alla Colombia, dalla Germania al Nepal, passando per Francia, Italia, Romania e spingendosi fino in Indonesia e Mongolia. Il laboratorio internazionale che supporta talenti alla loro opera prima o seconda, e che ha chiuso la sua 12ma edizione il 23 novembre con il consueto Meeting Event a Torino, ha assegnato, tra gli 11 progetti di FeatureLab, i suoi due premi di produzione (per un totale di 80.000 euro) al progetto svizzero Unrest di Cyril Schäublin (una storia d’amore ambientata in una fabbrica di orologi nella Svizzera del 1872, vincitrice anche dell’ArteKino International Prize e dell’Amsterdam Post Lab Award) e al rumeno Victus di Andrei Tănase (storia tragicomica di una donna sull’orlo di una crisi di nervi che fa accidentalmente scappare una tigre dallo zoo e si lancia alla sua ricerca).

I tre premi di coproduzione, stanziati da Europa Creativa - MEDIA per un totale di 150.000 euro, sono andati invece al progetto colombiano-olandese A Male di Fabián Hernández (in cui un adolescente di Bogotà cerca di liberarsi dagli stereotipi machisti imposti dalla società; il progetto ha vinto anche il Sub-ti Award), il primo lungometraggio dell’attrice israeliana Veronica Nicole Tetelbaum, Houses (in cui il protagonista torna nella casa d’infanzia alla riscoperta di se stesso), e Runner di Marian Mathias (storia di un primo amore ambientata nel Midwest americano, che si annuncia di grande impatto visivo).

“Oggi che la pressione del mercato è alta e l’industria va tutta nella stessa direzione, è molto importante supportare filmmaker che si prendono rischi in termini di linguaggio cinematografico e di storie”, ha affermato a Cineuropa la cineasta rumena Adina Pintilie, membro della giuria FeatureLab di quest’anno insieme alla produttrice Isabelle Glachant, il delegato generale della Settimana della Critica veneziana Giona Nazzaro, l’esperta di produzione e televisione Julia Oh e il senior consultant di coproduzioni internazionali Katriel Schory. “Il TFL sostiene progetti molto coraggiosi. Senza il suo supporto in sviluppo e produzione, un film di ricerca come Touch Me Not [+], probabilmente, non sarebbe stato fatto”, ha aggiunto la regista vincitrice con questo titolo dell’Orso d’Oro a Berlino 2018.

I tre Audience Design Fund Awards del TFL 2019, mirati a supportare strategie innovative di coinvolgimento del pubblico al momento della distribuzione, sono stati attribuiti a Cuban Dancer di Roberto Salinas, La Nuit des Rois di Philippe Lacôte e Maternal [+] di Maura Delpero. Infine, novità di quest’anno, il primo TFL World Co-Production Fund Award, che sostiene la realizzazione di un film diretto da un regista esperto (da opere terze in su), è andato a The Sky Is Mine di Deepak Rauniyar.

I premi del 12° TorinoFilmLab:
2 TFL Production Awards
Unrest - Cyril Schäublin (Svizzera)
Victus - Andrei Tănase (Romania)
3 TFL Co-Production Awards
A Male - Fabián Hernández (Colombia/Paesi Bassi)
Houses - Veronica Nicole Tetelbaum (Israele)
Runner - Marian Mathias (Germania/Francia/Stati Uniti)
TFL Audience Design Fund Awards
Cuban Dancer - Roberto Salinas (Italia/Canada/Cile)
La Nuit des Rois - Philippe Lacôte (Francia/Canada/Costa d’Avorio)
Maternal [+] - Maura Delpero (Italia/Argentina)
TFL World Co-Production Fund Award
The Sky Is Mine - Deepak Rauniyar (Nepal/Norvegia/Germania/Paesi Bassi/Singapore)
Premi collaterali
TFL White Mirror
Wild Encounters - Sarah Arnold (Francia/Svizzera)
Hamilton Behind the Camera Award – Talent for the Future
The Songsmith - Bayu Prihantoro Filemon (Indonesia)
CNC Award
Painless - Michael Wahrmann (Brasile)
Menzione speciale della giuria CNC
Ze - Lkhagvadulam Purev-Ochir (Mongolia)
ArteKino International Prize
Unrest - Cyril Schäublin
Amsterdam Post Lab Award
Unrest - Cyril Schäublin
Sub-ti Award
A Male - Fabián Hernández
Sub-ti Access Award
A Year of Cold - Min Bahadur Bham (Nepal/Francia/Norvegia/Singapore/Myanmar)


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