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Silenzio

di Alfredo Giuseppe Antonelli
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Pubblicato il 23/05/2016 04:15:44

Silenzio.


Ritrovo in me la tua piccola ferita,
mi sorprendo a ripensarti ancora
in un presente dolcissimo,

ancora si presenta un pianto

che non può essere nascosto.

Adesso il cielo è bianco,

bianche sono le mie mani
ed io odio il sangue che mi muove,
odio il mio orgoglio senza realtà.

Camminavo al tuo fianco
su una strada sconosciuta,
ricordo d’averti domandato
d’essere come onda marina per me,
ma non credo d’averlo fatto davvero.
Tu hai sorriso fingendo, lasciando
il tuo viso al silenzio.

Hai creduto fossero i miei occhi
quella traccia marina sulla sabbia
e hai lasciato lì la tua voce, per questo,
voce di donna, sordo, cupo talento
lungo un pensiero profumato.
c’è sempre qualcosa di oscuro
che si tace per ferire nel buio.

Restai a camminare al tuo fianco,
sempre uguale in un mondo di sempre,
però dissi spesso, con la gioia nel cuore,
che non è sempre stato così:
in me c’è una grande stanza bianca.
Tu hai sorriso fingendo, hai detto
che i sassi non hanno suono.

Ritrovo in me la tua piccola ferita:
una volta tu sei stata davvero mia
e sei fuggita, ridendo e volando.


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