Menotti Lerro e il trentennio della scrittura poetica (1996–2026): poetica, innovazione e istituzione culturale dell’Empatismo
di Francesco D’Episcopo
Il 2026 segna una ricorrenza significativa nella traiettoria artistica e intellettuale di Menotti Lerro, poeta e scrittore di origini cilentane la cui attività letteraria ha progressivamente assunto una rilevanza internazionale. A trent’anni dall’inizio della sua produzione poetica - convenzionalmente fatto risalire al 1996, anno della composizione del testo Ceppi incerti - la figura di Lerro appare oggi inserita in un percorso creativo complesso che unisce produzione artistica, riflessione teorica e progettazione culturale. Questo trentennio rappresenta dunque non soltanto una fase di intensa attività letteraria, ma anche un laboratorio di sperimentazione che ha interessato ambiti diversi della cultura contemporanea.
Nel corso di questi trent’anni Lerro ha costruito una produzione vasta e poliedrica. La sua opera comprende circa cinquanta volumi distribuiti tra poesia, narrativa e saggistica, ai quali si affianca una produzione artistica visiva costituita da circa trenta tele oggi esposte permanentemente nella città di Roccadaspide. A tale attività si aggiunge la realizzazione di un CD musicale e un percorso accademico articolato che lo ha portato a conseguire quattro titoli universitari, tra cui un Master nel Regno Unito e un Dottorato di ricerca. La sua formazione e la sua attività di studio e insegnamento si sono inoltre sviluppate in undici università, quattro delle quali britanniche, configurando un itinerario internazionale che ha contribuito a plasmare la dimensione transnazionale della sua poetica.
Dal punto di vista letterario, uno degli aspetti più rilevanti della ricerca di Lerro riguarda la tensione verso l’innovazione formale e tematica. Un esempio emblematico è rappresentato dall’opera Donna Giovanna, nella quale l’autore rielabora e rinnova il mito di Don Giovanni attraverso una prospettiva narrativa e simbolica che ne rilegge le dinamiche identitarie e relazionali. Parallelamente, Lerro ha proposto una riflessione teorica sul cosiddetto “Genere Autobiografico”, sostenendo la superiorità espressiva del verso rispetto alla prosa nel racconto dell’esperienza autobiografica. Secondo questa prospettiva, la struttura poetica consentirebbe una maggiore intensità emotiva e una più profonda condensazione semantica dell’esperienza individuale.
Il punto di svolta più evidente della sua attività culturale si colloca tuttavia nella fondazione, nel 2020, del movimento noto come Empatismo o movimento empatico. Concepito da Lerro come risposta alle trasformazioni culturali del nuovo millennio, l’Empatismo si propone come una corrente artistica e intellettuale centrata sul valore dell’empatia quale principio estetico, etico e sociale. L’autore lo ha presentato come il primo grande movimento culturale del XXI secolo, caratterizzato da una struttura organizzativa e simbolica definita “Piramide culturale”. Tale modello coinvolge venticinque paesi e città neoculturali, configurando una rete territoriale volta a trasformare spazi tradizionalmente marginali in centri di produzione culturale.
All’interno di questa geografia simbolica emergono alcune località che assumono un ruolo particolarmente significativo. Salento Cilento è stato proclamato “Paese della Poesia”, mentre Omignano è stato concepito come “Paese degli Aforismi”. Parallelamente, la città di Firenze rappresenta l’epicentro culturale storicamente consolidato della rete empatista. Il movimento ha progressivamente coinvolto centinaia di studiosi, artisti e scrittori, arrivando a contare circa 350 cosiddetti “Maestri Empatici”, una partecipazione che, secondo i promotori, costituirebbe un’esperienza culturale senza precedenti nella storia recente.
Accanto alla dimensione teorica e organizzativa, Lerro ha promosso anche numerose iniziative culturali di rilievo. Tra queste si distingue il Premio Internazionale Cilento Poesia, manifestazione letteraria che ha raggiunto l’undicesima edizione e che nel corso degli anni ha premiato personalità di primo piano della letteratura contemporanea, tra cui il premio Nobel Jon Fosse. Un’altra iniziativa significativa è il Centro Contemporaneo delle Arti, istituzione culturale con diverse sedi in Italia e con attività e collaborazioni internazionali, in particolare nella città di Edimburgo.
Il percorso di Lerro è stato accompagnato da numerosi riconoscimenti e attestazioni istituzionali. Tra questi si segnala una menzione tra le eccellenze italiane presso Palazzo Montecitorio, sede della Camera dei Deputati. L’interesse critico nei confronti della sua opera è inoltre testimoniato dalla pubblicazione di diversi studi accademici e dalla realizzazione di una tesi universitaria interamente dedicata alla sua produzione.
Nel dibattito critico contemporaneo, autorevoli studiosi hanno espresso valutazioni di particolare rilievo sul suo lavoro. Tra coloro che hanno analizzato e commentato l’opera di Lerro figurano, tra gli altri, oltre al sottoscritto, Alessandro Serpieri, Giorgio Bàrberi Squarotti e Andrew Mangham, i quali hanno sottolineato l’originalità e l’ampiezza della sua ricerca letteraria, arrivando in alcune occasioni a definirlo una delle figure più rilevanti della letteratura italiana contemporanea.
A trent’anni dall’inizio della sua attività poetica, la traiettoria di Menotti Lerro appare dunque caratterizzata da una pluralità di dimensioni: la produzione letteraria, la riflessione teorica sui generi, la costruzione di un movimento culturale e la promozione di iniziative istituzionali. Tale convergenza tra creazione artistica e progettualità culturale rende il suo percorso un caso significativo nel panorama della cultura italiana del XXI secolo. Considerando inoltre la relativa giovane età dell’autore - quarantasei anni - e la continuità della sua attività, è plausibile ipotizzare che la sua opera possa continuare a svilupparsi e a incidere nel dibattito culturale contemporaneo nei prossimi decenni.
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