
Humayun Kabir Dhali is a renowned poet, children's author, publisher, and organizer in Bangladesh. He serves as the Chairman of the Bangladesh Children's Literature Forum. He has authored over a hundred books. With the goal of nurturing enlightened individuals, he established 'Our Library' in his village. Humayun Kabir Dhali's books have been included in the curriculum of two schools in Greece, specifically the 9th State Primary School of Yannitsa, where 'A Cowboy and a Magic Mango Tree' and 'The Birthday Gift' are taught. His works have been translated into multiple languages and are taught in West Bengal, Tripura, Assam, and Odisha in India. His stories have been published in the prestigious Hindi children's magazine 'Bal Bharti' in Delhi. A collection of his children's stories, 'Friends of Angel,' has been published in Nepal. Humayun Kabir Dhali is editing 'Selected Love Poems of Bangladesh and the World'. The book will be published on the occasion of Mother Language Day 2026. He has traveled to India, Nepal, China, America, and Canada. He has received numerous awards, including the UNICEF-sponsored Meena Media Award 2012.
UNA MATTINA D'INVERNO
Humayun Kabir Dhali
Seduto su una branda di legno di mango, mio padre mi chiama:
Humayun, alzati. Lavati la faccia.
La voce irritata di mia madre dalla cucina:
“Lascia dormire il ragazzo ancora un po'!
Cosa farà alzandosi con questa nebbia?”
“Cosa farà, mi chiedi? Si siederà a studiare.”
Di nuovo, mi sollecita: «Alzati, figliolo,
Prendi i tuoi libri e siediti a studiare in fretta».
Con uno stanco lamento,
Humayun: «Non mi sento bene. Non posso dormire ancora un po'?
Oggi la scuola è chiusa».
«Guarda com'è bello il sole!
Lavati la faccia ed esci al sole:
Il sole mattutino d'inverno fa bene al corpo;
Alzati, figlio mio. La pigrizia non fa bene.
“La pigrizia è la radice di tutti i mali”.
La voce di mia madre risuona di nuovo...
“Ah, cosa hai combinato al ragazzo?
Che male c'è se dorme un po' di più nei giorni festivi?”
“Non viziarlo così tanto, è già un bambino pigro,
La pigrizia non si addice agli studenti.”
Humayun sa che la disputa dei suoi genitori
Presto inizierà a infuriare all'impazzata.
In un istante, la pigrizia di Humayun svanisce.
Con un movimento rapido, getta la trapunta di cotone
A breve distanza.
Con un passo eroico, Humayun corre sul lato est della casa dei Dhali,
E si lava il viso nell'acqua gelida dello stagno.
Il sole, come un guerriero coraggioso, con il suo autentico asciugamano di luce,
Asciuga il viso bagnato di Humayun.
Humayun pensa tra sé e sé:
“Papà aveva ragione.
Il sole mattutino d'inverno è davvero delizioso!”
***
In Rhyme: by Franca Colozzo
Una mattina d’inverno
Humayun Kabir Dhali
Seduto sulla branda di mango scuro,
mio padre mi chiama con tono sicuro:
«Humayun, svegliati, lava il tuo viso,
ad indugiare nel sonno non c’è paradiso».
Dalla cucina risponde mia madre,
voce di brace che tutt’invade:
«Lascialo dormire, ché freddo c’è fuori!
Con questa nebbia, che farà tra i dolori?»
«Che farà?» dice lui. «Studierà!
Prenda i suoi libri, presto si alzerà.
Su, figliolo, non perder più tempo,
la mente s’affina sfidando il lamento».
Io mugugno stanco, con voce che duole:
«Non sto molto bene, la scuola oggi vuole
restare chiusa, lasciami un po’ qui,
solo un altro sogno prima del dì».
«Guarda che bello», soggiunge, « il sole che splende!
Lavati il viso, la luce ti prende.
Il sole d’inverno rafforza il corpo,
la pigrizia invece lo rende più storto.
Ricordati, figlio: ogni male ha radice,
e spesso la pigrizia ne è la matrice».
Ancora mia madre, pronta a difendere:
«Che gli hai fatto? Perché pretendere?
Nei giorni di festa dormire non è un male,
lascialo stare, sii con lui un pò più leale».
«Non viziarlo!», risponde mio padre severo,
«Già tende al comodo, non è bene sincero.
La pigrizia non veste lo studente,
lo rende lento, fragile, assente».
So che il fuoco presto divamperà,
la disputa cresce e non si fermerà.
In un istante la pigrizia svanisce,
la volontà s’afferma, mi colpisce.
Getto la trapunta, m’alzo di scatto,
con passo deciso, da eroico atto,
corro in fretta verso l’est della casa,
dov’è lo stagno freme e il gelo m’abrasa.
L’acqua è gelata, punge la pelle,
ma sveglia il cuore, accende le stelle.
Il sole guerriero, con canovaccio d’oro,
m’asciuga il viso come fosse un tesoro.
E penso tra me, con sorriso sincero:
papà aveva ragione, davvero, davvero!
Il sole d’inverno, al mattino gentile,
è un dono prezioso, unico, sottile.
Free rhyming translation by Franca Colozzo
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