Sostieni il nostro comune progetto: diventa Socio e/o fai una donazione
:: Pagina iniziale | Autenticati | Registrati | Tutti gli autori | Biografie | Ricerca | Altri siti ::  :: Chi siamo | Contatti ::
:: Poesia | Aforismi | Prosa/Narrativa | Pensieri | Articoli | Saggi | Eventi | Autori proposti | Video proposti | 4 mani  :: Posta ::
:: Poesia della settimana | Recensioni | Interviste | Libri liberi [eBook] | I libri vagabondi [book crossing] ::  :: Commenti dei lettori ::
Antologia Arte e Scienza: quale rapporto? (invia il tuo contributo entro il 15 gennaio 2020) Premio letterario "Il Giardino di Babuk - Proust en Italie" VI Edizione 2020
 

Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

Sei nella sezione Saggi
gli ultimi 15 titoli pubblicati in questa sezione
gestisci le tue pubblicazioni »

Pagina aperta 1386 volte, esclusa la tua visita
Ultima visita il Fri Dec 13 21:56:54 UTC+0100 2019
Moderatore »
se ti autentichi puoi inserire un segnalibro in questa pagina

Valzer per Olindo: Guerrini ispira De Andrè

Argomento: Musica

di Glauco Ballantini
[ biografia | pagina personale | scrivi all'autore ]


[ Raccogli tutti i saggi dell'autore in una sola pagina ]

« indietro | stampa | invia ad un amico »
# 1 commenti: Leggi | Commenta » | commenta con il testo a fronte »




Pubblicato il 28/10/2014 16:41:46

Leggendo una raccolta di poesie di Olindo Guerrini mi sono imbattuto in una somiglianza davvero evidente con una canzone di De Andrè del primo periodo, mi ricordavo la poesia che mio nonno recitava quando ero piccolo che però stavolta ho collegato a  “Valzer per un amore”.

Mettendole accanto sono stato sorpreso dal parallelo, vediamole l'una accanto all'altra:

 

Quando tu sarai vecchia e leggerai            Valzer per un amore

1877  - Guerrini                                            1963 – De Andrè

 

Quando tu sarai vecchia e leggerai                Quando carica d'anni e di castità

Questi poveri versi accanto al fuoco              tra i ricordi e le illusioni

Rivedrai colla mente a poco a poco,              del bel tempo che non ritornerà,

I giorni in che t'amai.                                      troverai le mie canzoni,

                                                                       

E ti cadrà sul petto il viso smorto,                 nel sentirle ti meraviglierai

Per la memoria del tuo tempo lieto:              che qualcuno abbia lodato

A me ripenserai nel tuo secreto,                    le bellezze che allor più non avrai

A me che sarò morto.                                     e che avesti nel tempo passato

                                                                        

E ti parrà d'udir la voce mia                           ma non ti servirà il ricordo,

Nel vento che di fuor suscita il verno,           non ti servirà

E ti parrà d'udir come uno scherno,               che per piangere il tuo rifiuto

Una bieca ironia.                                            del mio amore che non tornerà.

                                                                      

E la voce dirà: — «Te ne rammenti,             Ma non ti servirà più a niente,

Te ne rammenti più? Com'eran belli                non ti servirà
tuoi capelli d'oro, i tuoi capelli                        che per piangere sui tuoi occhi

Sul bianco sen fluenti!                                     che nessuno più canterà.

 

Oh come il tempo t'ha mutata! Oh come         Vola il tempo lo sai che vola e va,     

T'ha impresso in viso i suoi deformi segni!     forse non ce ne accorgiamo

Dove son dunque i tuoi superbi sdegni/ ma più ancora del tempo che non ha età,  

E le tue bionde chiome?                          siamo noi che ce ne andiamo                

                                                                           

Sola al tuo focolar siedi piangendo                 e per questo ti dico amore, amor     

La giovanil tua morta leggiadria:                      io t'attenderò ogni sera,      

Io piango solo nella tomba mia:                        ma tu vieni non aspettare ancor,

Vieni dunque: t'attendo!                                    vieni adesso finché è primavera.

 

 

Si denota  con evidenza minimo una ispirazione ma anche qualcosa in più.... molto di più.

Già l'inizio è lo stesso cambiando i versi centrali:

 1  (riga) Quando tu sarai vecchia e leggerai       1 Quando carica d'anni e di castità

 2           Questi poveri versi accanto al fuoco      4 troverai le mie canzoni,

 

 

Il cambio fra la figura del poeta e dell'autore di canzoni ricorda un po' quello che De Andrè farà anni dopo nella trasposizione dell'antologia di Spoon River ne “ Il suonatore Jones” che da suonatore di violino passerà a suonatore di flauto.

 

 

Poi andando avanti :  22 La giovanil tua morta leggiadria vale senz'altro  7 le bellezze che allor più non avrai

 

e, nel finale 24  Vieni dunque: t'attendo! Negli ultimi versi vale 22  io t'attenderò ogni sera,    

 

Altra chicca la ripetizione che in Guerrini è : 9 E ti parrà d'udir la voce mia    11 E ti parrà d'udir come uno scherno,  

e che in De Andrè diventa:          9 ma non ti servirà il ricordo,  13 Ma non ti servirà più a niente,

 

Ed ancora:  17 Oh come il tempo t'ha mutata!  E   17 Vola il tempo lo sai che vola e va,

 

Nella parte centrale poi i capelli vengono sostituiti agli occhi nella 15° riga di uno e l'altro :

i tuoi capelli d'oro, i tuoi capelli        di contro        che per piangere sui tuoi occhi  ancora come nel caso Poesia/canzone si traspone i capelli in luogo degli occhi.

 

Le due liriche, inoltre, sono composte dallo stesso numero di versi, denotando anche nella durata una ulteriore somiglianza; insomma De Andrè credo abbia trasposto, in altra chiave, più delicata, la poesia del Guerrini senza dirlo.

 

Si tratta del primo De Andrè, quello goliardico che ben si accosta ai temi del Guerrini, senza inficiare nulla della sua produzione successiva, forse solo una  ispirazione che poteva però essere resa palese per omaggiare l'autore romagnolo.

 


« indietro | stampa | invia ad un amico »
# 1 commenti: Leggi | Commenta » | commenta con il testo a fronte »

I testi, le immagini o i video pubblicati in questa pagina, laddove non facciano parte dei contenuti o del layout grafico gestiti direttamente da LaRecherche.it, sono da considerarsi pubblicati direttamente dall'autore Glauco Ballantini, dunque senza un filtro diretto della Redazione, che comunque esercita un controllo, ma qualcosa può sfuggire, pertanto, qualora si ravvisassero attribuzioni non corrette di Opere o violazioni del diritto d'autore si invita a contattare direttamente la Redazione a questa e-mail: redazione@larecherche.it, indicando chiaramente la questione e riportando il collegamento a questa medesima pagina. Si ringrazia per la collaborazione.