Affranto, giace l’animo nel male,
il tempo scorre, muto e senza pietà,
incerto appare il varco disuguale,
tra pena chiusa e fragile realtà.
Compagno, il male, stretto come un laccio,
che nasce nel fondo e agli occhi non si dà,
ritorno anela, sciolto da un abbraccio,
tenue miraggio che in fede lascerà.
Ma un giorno ignoto il desìo è dono,
grazia che insegna a credere ed offrire,
alla famiglia torna un passo buono,
figlio nel Figlio, redento al patire.
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