Pubblicato il 10/02/2012 14:23:39
10 FEBBRAIO GIORNATA DELLE FOIBE Con questo breve scritto, in occasione della giornata delle foibe, non voglio fare un trattato su un periodo storico, e bellico, di particolare violenza, che coinvolse quasi tutti gli stati o gruppi etnici che affacciavano sullAdriatico settentrionale. Il 1941, anno in cui nacque anche Catello Nastro, fu particolarmente terribile per atti di violenza nel corso di quella furono perpetrati una serie di eccidi che andarono sotto la voce di pulizia etnica. Non solo militari e caporioni politici furono barbaramente trucidati, ma anche uomini inermi e pacifici, donne e bambini subirono la stessa sorte. Il golfo di Castellammare di Stabia, mio paese nato, lontano non fu coinvolto e San Catello protettore, protesse, tra gli altri pure me. Come alla base di tutte le guerre, la terribile base per uno sterminio razziale allingrosso, fu il predominio territoriale. Non star qui a farvi la terribile ed inumana storia di questo sanguinoso e vergognoso periodo storico, perch si pu leggere su tutti i libri e sulle riviste. Accanto allo sterminio degli Ebrei nei campi di concentramento nazisti, quello delle foibe un intervento del quale molti si dovrebbero vergognare. Una lapide, allingresso di un cimitero della zona in questione, cos recita: Ai Fiumani di ogni fede e razza scomparsi in pace ed in guerra, cui violenza totalitaria neg umana giustizia e cristiana sepoltura, tu, libero dallodio, qui, per essi fermati e prega. Queste ricorrenze, spesso riportate nei miei scritti di anziano pensionato statale, che non pu uscire di casa perch fuori fa troppo freddo, sia ben chiaro, non vogliono essere delle ricerche storiche o approfondimenti su argomenti del passato. Ma il ricordo delle buone azioni dovrebbe servire alle nuove generazioni per continuare sulla strada della pace, della fratellanza tra i popoli, della solidariet umana verso chi ha bisogno di un tozzo di pane, di un tetto dove ripararsi, di un medico che curi le sue malattie, di un orecchio che ascolti e sappia ascoltare la voce di chi non ha voce, la richiesta umile di chi nato umile in un territorio umile. Oggi, nel paese in cui vivo, Agropoli, dal 21 0ttobre del 1951, la solidariet attiva e presente. Associazioni di volontariato, onlus ed organizzazioni benefiche non a scopo di lucro, rappresentano il fiore allocchiello della nostra comunit, sia giovane che anziana. In una societ multietnica e multirazziale, spartendo il panino con un compagno di altra fede politica, culturale, religiosa, di altro colore della pelle, non solo si incentiva la fratellanza, ma anche la pace nel mondo. Le pagine vergognose della storia, devono essere delle pietre atte ad edificare un mondo diverso in cui ci sia spazio, lavoro, pane e comprensione per tutti. Solo in questa maniera potremo progettare un mondo senza diversi, in cui la tolleranza cancelli dal proprio dizionario le parole violenza, guerre, deportazioni, pulizia etnica, campi di sterminio, foibe. Catello Nastro
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