Accidenti a te, Cupido scontroso,
scagli dardi ardenti senza rimorso,
spezzi il cuor mio, con fuoco prezioso,
e accendi l’anima in eterno corso.
Non rider di me, donami la freccia:
sarò l’abile arciere del creato,
scoccherò saetta che farà breccia,
per conquistar l’amore mai donato.
Così ci accamperemo in ogni luogo,
agli amanti donando un sol destino,
e a te, dio dell’amor, quale sfogo,
urlerò: sei dispettoso o divino?
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