Pubblicato il 20/07/2010 15:41:46
CANTO DELLA MORTE ESTATE
Trascendere se stesso dal male che dilaga , trascinarsi per strade assolate insieme allo spirito poetico , prigioniero in una visione che deforma la realt in tanti diversi aspetti e non so perch langoscia massale per questa negletta via lungo codesti campi ,brulli e incolti ove le serpi ed i ramarri girano tra i sassi cercando un po dombra che li rinfranchi. Non oso conoscere laltrui volgare ragione , ed ho paura nellascoltare il suono delle campane risuonanti nei vicoli lunghi e tristi. In questo mio delirio, annego tra le pagine dei libri e cerco disperatamente duscirne diverso ,almeno salvo alfine . Aggrappato ad una speranza ,perduto nel canto del mare In una citt sommersa dai rifiuti , tra le idee dillustri spiriti che sapevano ragionare aldil del bene e del male , che sapevano narrare lintima storia dun popolo. il mio cammino per codesti orrori non ha mai fine . Scendendo per codesti lidi cantando, rincorrendo la lasciva sorte, seguendo il moto delle stelle , luniverso intero cambia aspetto . I labili ricordi dun tempo in cui non ancora maturo esercitavo lingegno e la favella a compiere prodigi , tra strade stracolme di rivoltosi , alla ricerca dun effimera libert, duna verit dalle labbra rosa dagli occhi chiari come il cielo. Risuonano le note e ogni cosa ritorna in vita ,pensieri insipidi , lascivi sentimenti che strisciano nella polvere pronti ad afferrare e mordere chiunque . Questa era la sospirata avventura , questo il gioco delle parti il mistero del nome di ogni cosa muta. Quanta strada ancora da percorrere senza alcun titolo ,senza essere nessuno , vagando con una grossa borsa sulle spalle. Tentando di vendere versi e prose , cercando di vendere una breve felicit , un ventilatore portatile, un pacchetto di fazzolettini profumati. Tutto qui , misera la vita del venditore ambulante sotto il sole di luglio ,nessun che compra qualcosa, tranne chi ha piet dell altrui sconfitte. Cos deluso seduto fuori al porto, guardando la giovine madre tenere stretto a se il suo figliolo che laccarezza ed aspetta larrivo della grande nave , il canto delle sirene echeggia nellaria , un eco di libert ,il bisogno di dover partire verso una nuova terra dove su gli alberi fioriscono felicit inaspettate ,banconote , gioielli , case , televisioni , macchine e mi chiedo se vero che ogni bene una breve illusione , se ogni bene una intuizione, una effimera rappresentazione duna azione rivolta a cambiare se stessi nel continuare a riflettere sull amore e la morte di questo mondo.
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