Velluto nero rapido m’avvolge,
precipito nel gorgo senza fondo,
un moto cieco l’anima sconvolge,
si perde dentro un vortice profondo.
Le mani cedon verso il buio arcano,
si schiude in petto un male trattenuto,
frantuma il senso dell’essere umano,
in forma viva, atomo dissoluto.
L’anima errante segue quel cammino,
non teme più timore né sgomento,
avverte solo un fremito divino,
che nasce lieve e muta il sentimento.
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