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Canto Del Mio Domani

di Domenico De Ferraro
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Pubblicato il 10/08/2018 19:32:29

Canto del mio domani


Canto del mio domani , poi dormo incantato nel vago suono di mille lire che suonano nell’eco del vento. Risuonano insieme sulla sponda di una costa che sembra una tomba. Croce sul burrone degli anni ceruli , si infiora ,nel fiato delle trombe, perepepe simili al canto delle ranocchie verdognole in coro intorno allo stagno

Tra i magici boschetti, sotto al sole novello , domenica delle messe, della festa che anima il mondo , intorno alla toga, turbato dal denaro, turbato dal male che l’attanaglia. Vivi vita , sulla scia di una nota nel bel canto delle sirene che megere si immergono nel mare a largo verso l’isole del fuoco.

Viaggi o mente ed immemore ,prolissa, zompa, pompa, magna, torna nella tua terra, onori , pani, ammuri , scorri ruscello della eterna giovinezza. Figli degli alberi, figli del vento cresciuti in seno o in galoppo verso ignoti luoghi verso un altra sconfitta . Tutto conduce alla prima età, verbo di periferia si anima poi tutto é quello che è . Un gioco di carte fuori la vecchia stazione che sembra una guerra mai conclusa. E c’è chi raglia come un ciuco, chi affoga dentro una bottiglia di vino, beve il veleno della vita, lo beve nella sua solitudine.

Quando ogni cosa per gioco ha cambiato il senso di essere se stesso quando la morte si è reso conto del suo errore e cerca come una timida aurora splendere sul cranio dell’avvoltoio sopra il picco del monte dove appare il tramonto delle idee. Squagli, ciuccia, cinge di mode inenarrabili dilemmi miti ed altre canzoni fallaci.
Nel tempo le cose passano ,superano il tempo stesso la sorte sembra un traguardo un altro fine che giace incerto , torturato impiegato ,piegato in due dalla morale.

Ed oltre questo mare ed oltre ogni altra storia che si rispetti come l’ onda anche il volo del gabbiano imita l’ andare ed il ritorno delle maree , calme nel porto orbo bus, bim bum bam, cose sballate che sconvolgono . Si scrive e vivo vengo oltre la morte nell’ attimo che nasconde in se la sorte di milioni di uomo di donne. Ritornano i miti nell’ora meno propizia verso te che rimani dentro un cuore solitario che batte con altre lune ed altri intendimenti. Nell’ ossesso del sesso verso un altro senso . Ed ignaro qualcuno si spoglia, si traveste, si ferma davanti questa immagine meretrice vergine, santa, vergine che scende dalle stelle. Invano s’affligge , geme ,rinasce ,scema sulla scia di una stella che cade lentamente fino in fondo in questo immenso universo poetico.

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