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La donna bara

di Giuseppe Nutini
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Pubblicato il 26/01/2010 00:33:56

Da un po’ non ti cambi il vestito.
Di’, sai che puzzi di candeggina?
Non parli mai, perciò sei sola.
Ma come fai a startene qui,
in un pitale lordato di sciolta?
Non so perché tu non ti muova,
eppure hai tanti amici attorno;
uno per dolmen a quanto pare.
Dovresti pettinarti i capelli
e fare in fretta anche, bellina:
ti stanno andando dappertutto.
E che disgustoso colore viola!
Da quant’è che non mangi, di’?
Almeno il latte, quello lo bevi?
Le dita fanno proprio ribrezzo:
storte, gialle e le unghie nere...
Dai, te la pago io la manicure,
però inizia a sbadigliare meno!
Vuoi stare tutto il giorno così
bambola, stesa nella polvere?
Tirati su, cammina nel giardino
e va’ dai vicini, ché stanno soli:
stupidi muli silenziosi come te
e la loro fottuta porta chiusa.
Io, almeno, la tua l’ho aperta!
Hai le gambe gonfie, credimi,
e questo perché non ti muovi!
Sembrano due melanzane marce.
Scommetto che se te le bucassi
getteresti fuori così tanti vermi
da riempirci vasche da vivaio
da farci chili di esche per trote.
Angelo allora discese sul fosso
vestito di latta, vetro e ruggine
mi piegò a suon di pugni e urlò:
Ma quando lo capirai, idiota?
Va bene che vieni per parlarle,
ma almeno chiudi il coperchio
di questa schifosissima tomba!

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