Dall’antica stradina entro nel borgo,
conduce a una cappella abbandonata,
tra il corso lento e muto d’ogni giorno
un raggio bacia l’ara consumata.
Nessun sacerdote celebra messa,
ma il vuoto sacro tutto avvolge e tace,
tra nude mura e polvere dimessa
discende un’ombra grave, umile pace.
Nel silenzio or l’anima è guidata,
senza volerlo giungo a quel richiamo,
dal cuore sorge voce modulata,
“Ave, o Maria”, sommesso io proclamo.
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