:: Pagina iniziale | Autenticati | Registrati | Tutti gli autori | Biografie | Ricerca | Altri siti ::  :: Chi siamo | Contatti ::
:: Poesia | Aforismi | Prosa/Narrativa | Pensieri | Articoli | Saggi | Eventi | Autori proposti | 4 mani  ::
:: Poesia della settimana | Recensioni | Interviste | Libri liberi [eBook] | I libri vagabondi [book crossing] ::  :: Commenti dei lettori ::
 

Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

Sei nella sezione Prosa/Narrativa
gli ultimi 15 titoli pubblicati in questa sezione
gestisci le tue pubblicazioni »

Pagina aperta 90 volte, esclusa la tua visita
Ultima visita il Sun Jan 11 08:06:35 UTC+0100 2026
Moderatore »
se ti autentichi puoi inserire un segnalibro in questa pagina

Il nuovo Perù ecosostenibile

di Rita Mura
[ biografia | pagina personale | scrivi all'autore ]


[ Raccogli tutti i testi in prosa dell'autore in una sola pagina ]

« indietro | stampa | invia ad un amico »
# 2 commenti: Leggi | Commenta » | commenta con il testo a fronte »




Pubblicato il 06/01/2026 11:19:54

Due mondi contrapposti e isolati, erano nati tempo addietro portando con sé contraddizioni e isolamenti. Gregorio sarebbe stato la svolta inconsapevole verso la rinascita.

L’anziano e vecchio saggio, come molti amavano chiamarlo, viveva isolato in una piccola casa mineraria nel sud del Perù. Aveva visto ed ascoltato troppe falsità, aveva sofferto il silenzio e odiato il frastuono. L’altopiano di Santa Barbara era rimasto isolato, dopo gli incidenti e i crolli nella cava. A ridosso della sua povera ma amata casa, incastonata nella roccia, scorreva un arido ruscello divenuto giallastro dai liquami e dalla sporcizia. La vegetazione assente rendeva le scalinate scavate tra i colori vigorosi della montagna, un’opera dimenticata e sigillata al tempo. Le popolazioni stanche e denutrite erano scappate ai veleni e si erano divise tra i due mondi.

Gregorio aveva scelto una vita isolata, amava trascorrere lunghe giornate in riflessione. Preferiva non dipendere dagli altri, né rimanere relegato. La possibilità di rimanere in un limbo dava sempre la possibilità di vedere situazioni contrapposte ma soprattutto di avere la libertà di scelta. Nessuno era mai riuscito a sfuggire dal mondo prescelto, tutti dopo la scelta erano rimasti incastrati in un tunnel senza uscita senza sapere cosa stesse succedendo al di fuori.

Era una giornata solare quella che si presentava a Gregorio. Seduto nella sua sedia a dondolo coglieva nel ciondolare un relax insolito che risvegliava alla mente una gran voglia di sognare e realizzare. Era da tanto che non creava qualcosa, i dipinti erano compagnia di un passato oramai dimenticato. I colori vividi creati dal niente dentro le cave bianche erano rimasti dentro i cunicoli stretti, derubati al crollo di quel lontano martedì.

Aveva ceduto alla paura, aveva voluto dimenticare i morti, le urla ansimanti nel buio delle nubi evaporate e mai più riemerse. I dipinti erano divenuti una colpa in quel giorno, avrebbe potuto avvertire il momento se in quel momento ci fosse stato anche lui. Era rimasto più del solito incantato a progettare un suo dipinto, voleva scegliere i colori più consoni e realizzare un’opera che sarebbe rimasta e valorizzata nel territorio.

 Ricordava solo una nube di polvere e corpi spaventati vagare nella paura. C’era anche la figlia Evelina quel giorno, sconvolta e senza più espressione. Il marito era rimasto incastrato sotto il disastro, niente era servito urlare, niente l’aveva potuta risollevare. Gregorio aveva voluto portare il fardello di non esserci, non era riuscito a seguirla, non era riuscito a consolarla, non aveva voluto scegliere. Erano passati oramai dieci anni dal martedì del disastro.

“Gregorio? Sei tu” una voce impercettibile arrivava alle sue spalle.

“Gregorio…finalmente.”

Era familiare ma quasi impossibile che potesse essere lui. Era stato dato per morto Filipe, come poteva essere che una persona fosse voluta ritornare in quel luogo e che lo riconoscesse.

Voltandosi lentamente Gregorio lo osservò. I lineamenti erano cambiati, l’uomo forte e vigoroso adesso era magro e i folti capelli erano diradati e imbiancati. Anche le vesti erano logore e consunte dal tempo. Il velo di povertà aveva solcato il viso rendendo l’immagine ancora più esile. Solo un luccichio negli occhi ancora albeggiava e valorizzava lo sguardo, una cadente lacrima segnava le guance smagrite.

“Gregorio mi sei mancato, quanti anni sono passati. Pensavo fossi morto. come hai fatto a sopravvivere in queste rovine?”

Gregorio non credeva ai suoi occhi e faceva fatica a riprendersi. Aveva creduto in tanti anni alla morte di Filipe.

“Come ho fatto io a sopravvivere? Tu eri morto! Cosa è successo? Evelina nella fuga aveva detto che eri rimasto nella cava.”

Filipe lo guardava incredulo e sofferente.  Le mancanze si erano sentite in tanti anni. Avrebbe voluto salvare tutti e aiutare almeno i conoscenti ma per anni gli era stato vietato parlare delle nuove terre.

“Il nostro gruppo era rimasto nella cava ma siamo riusciti a uscire da un secondo tunnel presente.  Abbiamo scoperto, presi dalla disperazione, le ferrovie interne dimenticate e non utilizzate da anni. Attraverso i carrelli trasportatori portavano ad un’altra uscita. E’ presente un altro mondo in cui vivevano i dimenticati.”

Gregorio si sentiva sollevato dalla compagnia imprevista, aveva perso la speranza di poter rivedere qualcuno. Filipe era arrivato e lui non capiva ancora cosa lo aveva portato fino a lì. Deciso, voleva sapere cosa fosse successo in tanti anni e se aveva notizia di Evelina.

“Raccontami il perché tu sia venuto qui. Cosa ti ha spinto a cercarmi.”

Filipe sorrise e lo accarezzò amorevolmente.

“Sono venuto a prenderti. Ho capito cosa vuoi sapere…Evelina è viva. Ha vissuto tanti anni nel mondo caotico lavorando presso alcune famiglie ricche che l’hanno presa a servizio e trattata come una figlia. Sono state queste famiglie a supportarla nella mia ricerca e portarla nel subbuglio delle baraccopoli di povertà dove vivevo. Rimaneva un desiderio incompiuto per entrambi, ritrovarti e portarti con noi. I due mondi non sono più così isolati, la ricchezza è arrivata tra i poveri e i nuovi governi hanno diviso i beni supportando tutti. Sta nascendo una svolta. Le famiglie bisognose sono state premiate per gli sforzi e il lavoro di tanti anni. Non esistono più i dimenticati. Volevo farti sapere che tutto è successo grazie a te.”

Gregorio si mise a ridere.

“Grazie a me…e cosa avrei mai fatto di tanto importante? Isolarmi?” Era da tanto che Gregorio non rideva di pancia.

Filipe lo guardava contagiato dal sollievo del suo dolce sorriso. Un uomo sopraffatto dagli anni ma non nello spirito.

“I tuoi disegni sono diventati emblema del paese. Le tinte delle tue opere hanno spinto i governi ad interrompere lo sfruttamento minerario verso un’economia ecosostenibile con l’utilizzo dei colori per tinte, lane e artigianato. L’arte peruviana sta divenendo emblema in tutto il mondo per i colori sorprendenti usati. Sei riuscito con la tua passione a dare voce ai più poveri, portando ricchezza, alleviando le fatiche e riportando la lavorazione dei campi e l’allevamento. Il commercio sta salvando il paese e allontanando la malattia dei veleni portati dagli scavi minerari.”

Un nuovo mondo stava nascendo e la solitudine sarebbe diventata meno presente tra i colori non più dimenticati ma fulcro di nuova rinascita.

 

 

                      


« indietro | stampa | invia ad un amico »
# 2 commenti: Leggi | Commenta » | commenta con il testo a fronte »

I testi, le immagini o i video pubblicati in questa pagina, laddove non facciano parte dei contenuti o del layout grafico gestiti direttamente da LaRecherche.it, sono da considerarsi pubblicati direttamente dall'autore Rita Mura, dunque senza un filtro diretto della Redazione, che comunque esercita un controllo, ma qualcosa può sfuggire, pertanto, qualora si ravvisassero attribuzioni non corrette di Opere o violazioni del diritto d'autore si invita a contattare direttamente la Redazione a questa e-mail: redazione@larecherche.it, indicando chiaramente la questione e riportando il collegamento a questa medesima pagina. Si ringrazia per la collaborazione.

 

Di seguito trovi le ultime pubblicazioni dell'autore in questa sezione (max 10)
[se vuoi leggere di più vai alla pagina personale dell'autore »]

Rita Mura, nella sezione Narrativa, ha pubblicato anche:

:: Piovono stelle (Pubblicato il 21/12/2025 14:49:45 - visite: 207) »

:: Linfa (Pubblicato il 02/02/2025 14:20:37 - visite: 2018) »

:: I custodi del tempo (Pubblicato il 24/01/2025 18:47:11 - visite: 1938) »

:: Il drago bianco (Pubblicato il 07/01/2025 16:18:05 - visite: 1896) »

:: Chocolate Hills (Pubblicato il 30/12/2024 15:55:35 - visite: 1936) »

:: Briciola (Pubblicato il 22/12/2024 15:01:15 - visite: 1882) »

:: Il laboratorio dei magici pensieri (Pubblicato il 08/12/2024 09:51:23 - visite: 1836) »

:: Il Tenente Silvestro (Pubblicato il 21/11/2024 09:37:11 - visite: 1634) »

:: L’essenza della tradizione (Pubblicato il 10/11/2024 14:11:37 - visite: 1132) »

:: Quel fazzoletto bianco (Pubblicato il 03/11/2024 14:19:14 - visite: 1144) »