Tutto aveva l’odore degli alberi caduti: l’aria, il ruscello, la mia respirazione.
DI notte l’ombra giace; non c’è muro che possa rispecchiarla. O pavimento, suolo, superficie.
Non avevo un riflesso.
“Prova ad alzarti, Non possiamo stare qui tutta la notte…”.
E le nuvole che coprono la luna. Stelle, io vi sento frusciare.
C’era vento frattanto, tempo fa. Io mi muovevo come un’acqua ferma. Lievi le increspature: Rimangono un istante in superficie; se lanci un sasso: cerchi. Sperduti dove affonda la mia mano. Perché dovrei sapere dove vado? Se non andassi affatto, se rimanessi dove sta la sosta e intavolassi una conversazione con tutto ciò che è fermo… “Insomma, ti vuoi muovere?” Se, senza avere più muscolatura fossi come fa l’attimo che spende tutto quello che ha speso e non ha resto. “Non vedi che sanguina?”
O il muschio: abbarbicato. Qualche volta il tuo odore, mentre l’umidità si spande sul cuscino dalla finestra, molti anni fa. Tempo: distanze da colmare.
Le case che vedevo verso sera avevano un odore di ritorno. E la stanchezza, la passione, Dio che ti aspetta dove non c’è nulla.
C’era il fuoco al camino; e le castagne. Forme guizzanti a volte sulla mano,
Le voci che distanziano la vita da ciò che è stato detto a quando è oggi, non hanno modo d’esser rimediate. Se vagano mi siedo ad ascoltare.
Vento portava odore di alberi caduti.
I testi, le immagini o i video pubblicati in questa pagina, laddove non facciano parte dei contenuti o del layout grafico gestiti direttamente da LaRecherche.it, sono da considerarsi pubblicati direttamente dall'autore Giovanni Baldaccini, dunque senza un filtro diretto della Redazione, che comunque esercita un controllo, ma qualcosa puó sfuggire, pertanto, qualora si ravvisassero attribuzioni non corrette di Opere o violazioni del diritto d'autore si invita a contattare direttamente la Redazione a questa e-mail: redazione@larecherche.it, indicando chiaramente la questione e riportando il collegamento a questa medesima pagina. Si ringrazia per la collaborazione.