Pubblicato il 30/12/2025 07:23:15
Travasava da emisferi lontani: astri la notte. Spume traevano soffi (nebbia saliva apatica la valle) come se s’aggirassero le nubi con fare arabescante di frontiera. Lei soggiornava pallida nell’arco addormentato delle braccia. Occasionale, diluivo la luna mentre i suoi capelli formavano una sorgente di pensieri umidi come le sfere alte della notte. Poi sospirava appena: forma d’alba. Scuotersi. Fuggiremo cuore mio? (c’era silenzio dietro le sue ciglia). Celarsi Quando mi lascio andare m’incateno a qualcosa che non c’è.
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