Un guanto scivola, lento e fatale,
luci soffuse nel grigio locale,
capelli di fuoco accendono il cuore,
Gilda sorride, vibrando d’amore.
“Amado mio”, è dolce tormento,
lei, vertigine, fuoco e movimento,
non c’è scampo al gioco dello sguardo,
una rosa nera tra sogno e dardo.
Nel fumo denso, “Put the Blame” brilla,
come lei, nessun, sfida la scintilla,
balla la dea, con gran seduzione,
fermando il mondo, con lenta emozione.
N.d.A.: La poesia si ispira alle due famose scene musicali del film , Gilda, "Amado Mio" e "Put the Blame on Mame", sottolineando l'iconico abito di raso nero di Jean Louis e il carisma della Hayworth.
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