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Il salice piangente

di Irma Kurti
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Pubblicato il 10/05/2026 14:37:22

Quanto tempo, mamma, che non vengo da te,

i fiori saranno appassiti di sicuro,

altri, selvaggi germogliano molto alti,

cercando di spezzare l’immenso azzurro.

 

 

Mi chino anch’io davanti al tuo ricordo

come una bimba che ha commesso un errore

e alla luce del sole cerca di nascondere

una cattiva condotta o un bicchiere rotto.

 

 

La mia vita ha raggiunto un ritmo pazzesco,

i passi somigliano alla corsa ogni giorno.

Ho incontrato tante di quelle maschere

che mi spaventano i pensieri e il sonno.

 

 

Ho perso l’indirizzo delle brave persone

e quelle sensibili non riesco a trovarle.

Ho vissuto giorni di pioggia e di freddo,

negli occhi son rimaste gocce di lacrime.

 

 

Non voglio farti parte della tristezza,

ricordi quante notti passasti in bianco?

Non ti dirò nulla, chiuderò le palpebre,

 nella memoria cercherò il tuo abbraccio.

 

 

Mamma, sulla tomba ti cambieranno i fiori

che senza pietà ha rovinato quest’inverno.

Vorrei essere l’ombra nei giorni d’estate,

vorrei essere per te il salice piangente.

 

 

 

 

 

 


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