Pubblicato il 22/08/2026 10:07:49
Da quando ti conosco, tu taci. Non ti toccano affatto le suppliche o le proteste dei costernati per una qualche insensata violenza subita, torto fatto, promessa tradita. Tendono verso te gli scellerati gli uni le viscide dita e nere grida e baci fugaci, gli altri. Alcuni, poveri, neanche comprendono. Non ti sfiora nemmeno l’affanno tremendo dei pentiti, mentre tutti impietriti i cinici e gli scettici, gli stoici sbiancati balbettano qualcosa. Blaterano i credenti le loro convinzioni inscalfibili o qualche fragorosa imprecazione sfuggita tra i denti. Ma tu ancora tacevi, stupenda e inferocita, così quietamente distante e senza inganno coglievi il fiore sereno della vita, zitta.
Eccolo, o morte, ciò che volevi: il mio ridicolo e sfrenato panegirico di sconfitta.
« indietro |
stampa |
invia ad un amico »
# 1 commenti: Leggi |
Commenta » |
commenta con il testo a fronte »
I testi, le immagini o i video pubblicati in questa pagina, laddove non facciano parte dei contenuti o del layout grafico gestiti direttamente da LaRecherche.it, sono da considerarsi pubblicati direttamente dall'autore Niccolò Valtulini, dunque senza un filtro diretto della Redazione, che comunque esercita un controllo, ma qualcosa puó sfuggire, pertanto, qualora si ravvisassero attribuzioni non corrette di Opere o violazioni del diritto d'autore si invita a contattare direttamente la Redazione a questa e-mail: redazione@larecherche.it, indicando chiaramente la questione e riportando il collegamento a questa medesima pagina. Si ringrazia per la collaborazione.
|