Pubblicato il 26/10/2026 21:10:55
La sera si beve l’azzurro dei crinali sfumando a notte dolcissima quiete infinita e amica così lontana, e bella e sincera e tacita fra le ruggini d’autunno t’aggiri occhieggiando sui prati Io, qui, non mi stanco di ascoltarti lattiginoso torpore che sa di accuratezza di foschie dolciastre, nebbiose, nel sciogliere il sale amaro, punto di convivenza fra ipocrisia e pochezza.
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