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Ho fatto dodici

di Catello Nastro
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Pubblicato il 17/10/2012 22:27:21

HO FATTO DODICI

 

Ho fatto 12, anzi 2012, e spero anche di fare 13, cio 2013. Non sto parlando della schedina del totocalcio, ma della scheda della mia  vita. Vivere un anno di pi o un anno di meno, a mio avviso, non serve proprio a niente, in particolare modo quando un essere umano ha superato la soglia degli anni 70. Ci saranno, a questo punto, molti coetanei che, in segno di scongiuro, si gratteranno le palle o faranno scongiuri  per ritardare il trapasso. Ci sar chi toccher ferro, chi far le corna, chi manger un cornetto, chi si rivolger alla Madonna di Lourdes per vivere cento anni, chi reciter preghiere quotidiane per aggraziarsi le benevolenze divine. Ma avete mai pensato a quello che si lascer su questa terra ed a quello che porteremo appresso nel viaggio senza ritorno?  I valori primari della persona, dellessere umano vissuto con dignit, senza mai calpestare gli altri o buttando nel cesso la dignit propria e quella altrui. Lesistenza terrena , a mio avviso, solo il prologo delleternit. Naturalmente anche la Chiesa cattolica e le altre religioni, in genere, condividono opinioni che alla fine sono le migliori e sono comuni a tutte le religioni. A questo punto il cattolico si porr la domanda: Ma i Musulmani ed i Buddisti sono diversi da noi.  Non vero!!! I veri Musulmani ed i veri Buddisti, come pure i praticanti delle altre confessioni religiose, predicano la fratellanza. Una fratellanza cosmica che potrebbe e dovrebbe iniziare con le nuove generazioni. I mass media hanno sovente la colpa di propinare concetti dal punto di vista unilaterale e non da quello cosmico. I misfatti atroci fanno audience ed alloragi a narrare episodi di vita quotidiana che accadono ogni ora, ogni minuto, sotto ogni forma di governo, sotto il segni delle varie confessioni religiose, in ogni parte del mondo. A questo punto la domanda sorge spontanea: ma qual lo stato ideale nel quale questi misfatti non esistono? La geografia del lontano si trasforma in geografia del vicino. Cio la nostra casa, facente parte del nostro condominio della nostra citt, della nostra provincia, della nostra regione, della nostra nazione, del nostro continente, del nostro pianeta ed addirittura della nostra galassia o del sistema cosmico universale. La geografia del vicino, che studiavamo a scuola, si identificava e si identifica tuttora con la geografia cosmica. Se unazione criminosa in Italia identica a quella di una paese dellAfrica o delle Americhe, il crimine sar comune e comunemente condannabile. Sia ben chiaro che non stiamo parlando  di ideologie politiche, sociali o sportive. Se uno tifoso del Napoli o della Juventus nessuno se ne fotte, ma se sullo stadio si rompono le ossa solo per una rete dubbia, il problema diventa cosmico, universale. Ma ritorniamo al titolo dellarticolo. Oggi ho fatto dodici che, sommati agli altri sessanta del secolo scorso, fanno settantadue, lanno prossimo, se Dio vorr, far tredici. Sar un tredici di gran lunga superiore a quello del totocalcio. Vincere un centomila euro farebbe comodo, specialmente in questo periodo di recessione economica come quello che stiamo attraversando, ma non cambierebbero lindirizzo finale dato allesistenza nel momento in cui ho dovuto fare le grandi scelte della mia vita. Certamente ce ne sono state alcune delle quali mi vergogno, anche a distanza di molti anni, quando cio, pur potendo aiutare dei miei simili, emigrati per ragioni di lavoro al nord, non mi sono dato da fare al massimo pensando solo, a anche principalmente a me stesso. Ma quello che ho fatto,  credetemi, mi soddisfa almeno all80% delle mie potenzialit. Le esperienze goliardiche napoletane, lanno della contestazione, il 68, quando mi sono laureato, il trasferimento a Torino, dove ho insegnato per oltre venti danni, sono state per me delle tappe nelle quali ho saputo ( o almeno presumo!!!) conciliare le doti di un essere umano dallo spirito pratico, mettendolo per anche al servizio di chi ne aveva bisogno. Non sono stato un salvatore della patria e nemmeno un grande benefattore, ma ho cercato di non calpestare la dignit degli altri. In verit devo aggiungere di aver trovato, nel capoluogo piemontese, tante persone che mi hanno arricchito spiritualmente ed anche qualcuno che ha contribuito ad incrementare il mio stipendio,  non notevole, di impiegato statale. Sia ben chiaro una cosa, che ho venduto la mia cultura, ma mai la mia dignit. Adesso che ho moglie, figli e nipoti, come ce lhanno la maggior parte degli esseri umani della mia et, il tutto mi sembra pi complicato e pi semplice allo stesso tempo. Forse se tornassi indietro nel tempo mi dedicherei di pi alla solidariet. Ma, per quello che ho fatto, sono contento lo stessoFar tredici??? Lo spero, me lo auguro e lo auspico. Altrimenti leggete altrove

 

Catello Nastro



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