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La morte clinica

Argomento: Medicina

di Paolo Melandri
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Pubblicato il 03/11/2017 20:21:58

La «morte clinica» segna una fine, quella cui pensano i medici. Non sembra che su questo essi siano tutti d'accordo. Se un organo deve essere impiegato, esso deve essere «in grado di esercitare le proprie funzioni», dunque non del tutto morto. D'altra parte, il donatore non deve più essere in vita. Quest'organo, se congelato, può conservare molto a lungo la sua potenza: già nel culto egizio delle mummie si possono ricordare aspettative di questo tipo.

Ippocrate definì la morte come «l'istante puntuale in cui l'anima abbandona la dimora del corpo». Da ciò molto ancora potrebbe avere inizio. È inquietante quanto ancora possa accadere, negli istanti che immediatamente precedono e immediatamente seguono quel punto.

 

© Paolo Melandri (3. 11. 2017)


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