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Il nodo di Gordio 5

Argomento: Storia

di Paolo Melandri
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Pubblicato il 21/03/2019 11:20:28

I confini tra la concezione occidentale e quella orientale non devono essere considerati rigidi, giacché hanno qualcosa di fluido: ai loro margini infatti si ha costantemente uno scambio di idee e di forme, e ciò in ogni epoca. Le grandi questioni della storia illuminano senza essere illuminate; muovono senza essere mosse: si ergono come rocce in mezzo ai flutti.

Fluttuano anche le forme della sovranità, anche se si conformano ai modelli originari del regno occidentale e orientale. Questi modelli sono celati nel profondo e, sopravvivendo nelle leggende, nel mito, nella poesia, determinano il giudizio sui prìncipi e sulla loro grandezza nella storia, così come il polo invisibile determina lo spostamento dell'ago magnetico.

Le grandi spedizioni verso Oriente trasformano il sovrano che le guida; dopo la morte di Dario, i Persiani subito accolgono Alessandro come suo legittimo successore. Con dispiacere dei Macedoni, Alessandro mira a fondere le forme di potere greche e quelle orientali. Emergono allora in lui dei tratti che mal si conciliano con la sua immagine di adolescente. Comincia a circondarsi di fasto asiatico, e anche i Greci devono imparare a prosternarsi alla moda persiana, quando si accostano al trono. Per essersi rifiutato di farlo, Callistene viene decapitato. Questo Callistene era un parente di Aristotele: e di Aristotele Alessandro in gioventù aveva detto che egli doveva la vita al padre Filippo, ma era debitore ad Aristotele di saper vivere in modo degno.

Per la storiografia occidentale un atto d'arbitrio è inconciliabile con la dignità del monarca: viene sempre visto come un'ombra sul carattere di quei pochi cui è stato attribuito il titolo di “grande”. Nulla di simile troviamo nelle fonti orientali. Alessandro è un eroe anche per l'Oriente, ma nella leggenda che su di lui si sviluppò in Egitto e in altri regni appare una figura del tutto differente. L'Iskander orientale presenta i tratti più tardivi di Alessandro.

In Oriente, l'atto arbitrario di un principe anziché nuocergli ne conferma semmai la grandezza. Chi si avvicina al re si trova di fronte al destino, alla fonte da cui scaturisce la legge. In Oriente è del tutto naturale che Alessandro durante un banchetto assassini Clito, suo salvatore. La condanna è valida tanto se è frutto di riflessione quanto se nasce da una vampata di collera. Le passioni e anche la crudeltà non offuscano la grandezza. Che un califfo come Harun, il cui regno trabocca di atrocità, potesse fregiarsi del titolo di “giusto” sta a dimostrare una ben diversa concezione della grandezza. È una concezione che sembra far riferimento alla natura del leone, nel quale generosità e ferocia non si escludono a vicenda. In un medesimo essere convivono, da un lato, generosità e liberalità, dall'altro sete di rapina e di sangue.

Da ciò deriva l'incertezza con cui si entra nel palazzo reale. Il trabocchetto è parte integrante della sua architettura. Non esitono né parola d'onore né salvacondotto. La minaccia pende soprattutto su chi è potente, ossia su colui tra i cui diritti vi è appunto l'accesso al palazzo. Di continuo si assiste alla repentina e orribile caduta di visir e generali, o perché sono divenuti troppo potenti, o perché hanno fallito il compito loro assegnato, o perché, semplicemente, annoiano il re. La sorte di Haman, che il suo signore Assuero “aveva innalzato ponendo il suo seggio al di sopra di tutti i principi che erano attorno a lui”, e che fece poi appendere alla forca, e la sorte dei Barmecidi sotto Harun non sono che alcuni esempi fra i tanti. La cornice narrativa delle Mille e una notte non è che la storia di un sultano che era stato ingannato e che da quel momento condanna a morte ognuna delle sue amanti dopo la prima notte. L'abilità di narratrice di Sheherazade fa sì che la sanguinosa fine venga rinviata giorno per giorno. Signore e schiava: scorrendo le migliaia e migliaia di pagine dell'opera, non si troverà un passo dal quale risulti che non si trattava di una situazione normale.

 

© Paolo Melandri (21. 3. 2019)


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