Sostieni il nostro comune progetto: diventa Socio e/o fai una donazione
:: Pagina iniziale | Autenticati | Registrati | Tutti gli autori | Biografie | Ricerca | Altri siti ::  :: Chi siamo | Contatti ::
:: Poesia | Aforismi | Prosa/Narrativa | Pensieri | Articoli | Saggi | Eventi | Autori proposti | Video proposti | 4 mani  :: Posta ::
:: Poesia della settimana | Recensioni | Interviste | Libri liberi [eBook] | I libri vagabondi [book crossing] ::  :: Commenti dei lettori ::
Premio letterario "Il Giardino di Babuk - Proust en Italie" - IV edizione (2018)
Leggi il bando di concorso | Raccolta Fondi
 

Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

Poesia della settimana

Questa poesia è proposta dal 04/12/2017 12:00:00
Pagina aperta 500 volte, esclusa la tua visita
Ultima visita il Mon Dec 18 01:54:00 UTC+0100 2017

The good-morrow

di John Donne

« indietro | versione per la stampa | invia ad un amico »
# 1 commenti a questo testo: Leggi | Commenta questo testo »


 

I wonder, by my troth, what thou and I 

Did, till we loved? Were we not weaned till then? 
But sucked on country pleasures, childishly? 
Or snorted we in the Seven Sleepers’ den? 
’Twas so; but this, all pleasures fancies be. 
If ever any beauty I did see, 
Which I desired, and got, ’twas but a dream of thee. 
 
And now good-morrow to our waking souls, 
Which watch not one another out of fear; 
For love, all love of other sights controls, 
And makes one little room an everywhere. 
Let sea-discoverers to new worlds have gone, 
Let maps to other, worlds on worlds have shown, 
Let us possess one world, each hath one, and is one. 
 
My face in thine eye, thine in mine appears, 
And true plain hearts do in the faces rest; 
Where can we find two better hemispheres, 
Without sharp north, without declining west? 
Whatever dies, was not mixed equally; 
If our two loves be one, or, thou and I 
Love so alike, that none do slacken, none can die.
 
 
 
 
In memoria di una promessa:
complesso Vignola Mattei a Caracalla
Roma, 9 dicembre 2017
 
Il buongiorno

 

Mi chiedo in fede: che facemmo noi

prima di amare? Divezzati ancora

non eravamo e allattati di rustici

piaceri, come i bimbi? O russavamo

nella caverna dei Sette Dormienti?

Fu così. Ma non erano che ombre

di piaceri. Se mai vidi bellezza

e la volli e la ebbi,

non fu che sogno della tua bellezza.

 

E ora buongiorno alle nostre due anime

che si destano e senza alcun timore

si vegliano, ché amore ogni orizzonte

chiude all’amore e di una cameretta

fa un ognidove. Restino alle nuove

scoprano ad altri mondi sopra mondi:

si lasci un solo mondo a noi, che abbiamo

ciascuno un mondo ed è un mondo ciascuno.

 

Nel tuo occhio il mio volto, il tuo nel mio

si specchia e cuori semplici e fedeli

riposano nei nostri volti: dove

trovare due più limpidi emisferi

senza Nord affilato, Ovest caduco?

Equamente non fu mischiato ciò che muore,

se i nostri amori sono uno e tu

ed io così fratelli nell’amore

che né l’uno né l’altro può mancare o morire.

 

 

 

[ da Poesie amorose. Poesie teologiche, John Donne - a cura di Cristina Campo, Einaudi ]

 

 


# 1 commenti a questo testo: Leggi | Commenta questo testo »