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Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

Poesia della settimana

Questa poesia è proposta dal 13/12/2010 12:00:00
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Due poesie oggettuali

di Alfonso Lentini (Biografia/notizie)

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Approssimazione n. 1:

avvicinati [zoom in] allontanati [zoom out]

Approssimazione n. 2:

avvicinati [zoom in] allontanati [zoom out]

Sulle poesie oggettuali

Allorizzonte di queste mie Approssimazioni (che fanno parte di una serie che ho esposto in una personale al Franoise Calcagno Art Studio di Venezia) c unevidente traccia del procedimento duchampiano del ready made. Ma, diversamente dalloperazione duchampiana, qui loggetto prelevato direttamente dalla quotidianit protagonista di una trasformazione: messo in posa, inscatolato (e dunque in qualche modo ritagliato, salvato, protetto dalla serialit) diventa altro da s pur rimanendo se stesso. I contenitori sono perci macchine moltiplicatrici di significato, scatole alchemiche dove avviene una metamorfosi basata essenzialmente sul contatto fisico, ma straniante, fra cosa e parola. Attraverso questo corto circuito, ci che i linguisti chiamano significante e significato diventa un tuttuno. Prende forma un ponte ideale per mezzo del quale tutto il peso della materia si trasferisce su un elemento immateriale (ma potentissimo) come la parola, dando cos origine a forme di ibridazione, poesie oggettuali, dove il linguaggio poetico si fa cosa e la cosa si fa parola poetica. Un filo conduttore di queste opere potrebbe essere dunque una riflessione (ma aperta, problematica, approssimativa) sulla genesi oscura del senso e nello stesso tempo sulla valenza materiale, corporale, naturale, della scrittura, che perci assume veste di graffio, gesto, azione Per queste ragioni, accanto alle suggestioni duchampiane, allorizzonte delle mie poesie oggettuali permane il celebre indovinello veronese del IX secolo, una delle pi antiche testimonianze del volgare italiano, dove lazione dello scrivere viene paragonata a quella di un contadino che col suo aratro simile a una penna, scava solchi nella terra arando i prati bianchi della pagina. Alfonso Lentini

Stanno le cose, ripulite con cura, opaco dissonante inventario. Stanno nel teatro nascosto, foderato da camera oscura. Nelle scatole magiche di Alfonso Lentini, nulla astrazione. La meraviglia sta nel detrito, nel ciarpame da tandlmark surrealista, in cui ogni oggetto proietta unombra notturna. Il suo un ritorno al divenire. Unansia dopera acre, implacabile divora la scena, sulle note di un valzer zoppo. Limpresa proviene dai sogni derelitti, epica coazione a ripetere, con quel veleno nigro che zampilla dalle storie, e fa eco... Francesca Brandes


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