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Dentro questo Natale, se NataleNatale
fosse Natale il giorno di Natale e la sera
gi respiro la nebbia della vigilia di Natale,
e sfioro questa gonna, calda alle mie mani
come cenere azzurra, come gli occhi mai spenti,
dolcemente incavati, mai visti sulla terra
n in cielo forse in mare solo i gabbiani a sera
un rapido riflesso di quel viola acceso
Ma tu, semplice grazia, naturale prodigio,
tu, che nessuno al mondo mai ha saputo da dove
e perch eri venuta su questa terra magra,
in questo chiuso cerchio di boschi e vette spoglie,
tra le ciarle dei sassi che raccontano una gloria
lontanissima nei sogni che ci giungono dalla Grecia,
dallAsia, in quel dolce mistero del tuo nome Clofe
Tu dentro questo nostro Natalese Natale, Natale
[ Gi pubblicata su LaRecherche.it il 22/02/2011 ]
Lontano Natale
Quelle oscure cucine di fumo
quelle mani silenziose allalba
- quanto lavoro di donne in silenzio -
che impastano farina e fatica
quei sorrisi dellanima a labbra serrate
e quel lavoro ossessivo - n passione n condanna -
ma solo eterno lavoro dallalba al tramonto
e quel sacro silenzio sulla neve
degli uomini e degli animali
delle piante e delle case
e quel freddo che pulisce lanima e il cielo
e quel tutto sapere e capire
e quellamarsi senza parlare
oggi ritorna
di fronte a questo presepe
che conosce lanima nostra
cos schiva e saggia da non sperare
cos bambina da piangere
per questo soffio damore
che da lontano ritorna
e lontano ci vuole portare.
[ Tratta da Funambolo, Edizioni del Leone ]
Treccia dei paesaggi natalizi
(Per Andrea Zanzotto,
in memoria)
Ti ricordi a Natale? Scendeva dalle stelle
un bimbo in una grotta, carbone, caramelle
tra il letto e il davanzale, dalla scaletta rotta
sintuiva un candore lontano, oltre il grigiore
della piazza perduta nel buio delle stelle.
Luminarie, banconi di semi e lupinelle
e il presepio che aiuta santi e costellazioni
a indovinare un filo che guidi ad un asilo
oltre la radura
delle inesistenze.
la fioritura
di fatue evidenze:
lalcol per i geloni, le montagne fatate,
la legna casalinga, le vetrine incipriate,
la ruggine ai ramponi, gli effluvi dellaringa
nel crollo indefinito di un tempo incustodito.
Troppo lenta la neve scende sui teleschermi:
scomparendo riappari per noi attoniti, inermi
- non ti trad la neve! - Natale! Tra gli alari
le inobliate essenze tramano trascendenze
naturali, al fuoco
calmo di un camino
forseappena un poco
ti vedo in cammino.
[ Inedita ]