Giornalista indipendente e scrittrice. Nata in Sardegna, risiede in Inghilterra - sede principale del suo lavoro da oltre dieci anni - e si manifesta spesso in Svizzera, luogo rilevante per la sua vita sentimentale e familiare. Collabora con le testate dell'International Bar Association (Associazione Internazionale degli Avvocati, www.ibanet.net) ed è parte della redazione giornalistica di Blueprint for Free Speech (www.blueprintforfreespeech.net). Per Castelvecchi Editore ha pubblicato "Distruggere Assange per farla finita con la libertà di informazione", libro inchiesta e di denuncia in cui racconta, in forma di diario, il processo sull'estradizione del giornalista Julian Assange e la battaglia della società civile mondiale per la sua liberazione e per la difesa del diritto alla conoscenza. È possibile leggere alcuni dei lavori di Sara Chessa anche sul blog The Human Resistance Journal, sarachessa.substack.com. I suoi podcast sono disponibili sul canale YouTube "Sara Chessa - The Human Resistance Podcast". Uno dei suoi campi di indagine più recenti è quello legato ai neurodiritti, i nuovi diritti umani di cui abbiamo bisogno come umanità di fronte al proliferare delle neurotecnologie.
POESIA
Al Premio Letterario Montanaru di Desulo (NU) si è classificata terza nel 2021 nella sezione dedicata ai sonetti in lingua sarda nella variante desulese. Nel 2014, al premio letterario Trofeo Penna d'Autore, ha ricevuto una menzione d'onore per la poesia "Tutto da scoprire".
IN UNA VITA PRECEDENTE: LE ESPERIENZE IN TEATRO
Fino al 2015, l'amore per il teatro di Sara Chessa riesce a convivere con le sue esperienze giornalistiche e a esprimersi attraverso la recitazione. A 17 anni recita nella commedia “Sonnu trumbullau” di Antonio Garau. Nel 2011 ottiene un ruolo nello spettacolo “E se non fossero vizi”, musical ironico sui peccati capitali diretto da Roberta Locci. Nel 2013 partecipa a “L’ultima lacrima”, trasposizione teatrale dell’omonima raccolta di racconti di Stefano Benni. Nel 2014, diretta dal regista Beppe Arena, interpreta la Dea in “Anfitrione”, commedia di Plauto. Tornerà sul palcoscenico nell’autunno 2014 nel ruolo di Titania, all’interno della commedia shakespeariana “Sogno di una notte di mezza estate”, scelta ancora una volta dal regista cremonese Beppe Arena. Dal 2016 in poi, l'attenzione si focalizzerà sul lavoro giornalistico. Il capitolo "teatro" si chiude in quell'anno, dopo l'iscrizione alla National Union of Journalists, sindacato britannico dei giornalisti, e il trasferimento a Londra. Non è detto che non possa essere riaperto in futuro. Sara Chessa vive, al momento, tra il Regno Unito (paese che è stato casa e sede di impegno giornalistico per lei negli ultimi dieci anni) e la Svizzera, luogo centrale per la propria vita familiare.