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Collana di eBook a cura di Giuliano Brenna e Roberto Maggiani

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eBook n. 121 :: Cinque passi, di Anna Belozorovitch
LaRecherche.it [Poesia e fotografia]

Data di pubblicazione:
11/12/2012 12:00:00


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# 3 commenti a questo e-book [ scrivi il tuo commento ]

 Giorgio Mancinelli - 04/01/2013 10:12:00 [ leggi altri commenti di Giorgio Mancinelli » ]


Non c fraintendimento nella dimensione dei cinque passi della poetessa Anna Belozorovitch, cos ben organizzati dallessere esaustivi. Cos come pure negli scatti strepitosi bench metafisici della Susanna Strapazzini. Siamo qui allinterno di quello che ben si pu definire un viaggio nel viaggio, nel senso del bisogno interiore e nel recupero di una pratica che si fonda sulla trepidazione e sullalterazione del quotidiano riscontro duna eccezionalit intimistica che chiede, non pretende, di misurare in passi il senso del proprio essere. E lo fa senza snaturare la sua essenza psichica di donna prima, al di fuori di ogni giustificazione; e di persona poi, che non abbisogna di legittimazione. Pi come manifestazione della propria libert, cio di attribuire un senso alla sua esistenziale capacit di essere. Non comunque la sola ragione e, forse, neppure la pi importante che mi riesce di cogliere in questa lettura pulita in senso nichilista , vera in chiave di verit. alquanto difficile essere veri con se stessi quando tutto intorno suona falso e artato in misura eccessiva; quando non si riesce a dare un senso alla quotidianit della vita, ad accettarla, cosa pi dura questa, che vede insieme la ribellione intima; il successo perseguito perch altrimenti non si nessuno; e la straripante voglia di chiedersi ragione di ogni cosa. Cinque passi che sono appunto un viaggio intorno a se stessa, che colgono in s quello spirito del viaggio che spinge ognuno di noi a partire, ma se ci chiediamo per andare dove? ecco che non sappiamo rispondere. Ed ecco che Anna Belozorovitch in breve, nel breve tempo di cinque passi essenziali (per questo nichilisti), ci offre la ragione del suo muoversi misurato:

No, mai avere dubbi prima di partire. / Non e il termine. Non e larrivo. / Non e il viaggio. Partire e anche aprire / gli occhi, al mattino, il giorno di partenza. / E ogni discorso, anche inutile e privo / dattinenza, che si fa sapendo / che il momento ultimo di dire, / che lattimo non si ripeter, / che nessun gesto avr ritorno. / Partire e molto prima di andare, / e senza muoversi, e il solo salutare. / Partire e anche ogni giorno.

E continua, a muoversi in ogni direzione della bussola, per darci lesatta dimensione della sua posizione, che anche il suo punto di osservazione, dallalto/nord al basso/sud, ad ovest come ad est, in cui la sua persona tenta la discesa come la risalita, la fuga e il ritorno dentro quella dimensione che non labbandoner mai, perch lha fatta sua:

E tanto che sono in viaggio. / Son scese notti e risaliti soli, / spazzate nuvole, sbocciati fiori, / fiorita neve, sciolto il ghiaccio. / Maffretto, accelero: non mavvantaggio. / Maffretto, perdo il fiato. Sudo. / Mi spoglio, ho freddo. Mi ricopro ancora, / ma sento il mio corpo nudo.

Forse non e lo spostamento. / Forse non centra la distanza. / Forse non ce un arrivo. / Forse rincorro solo il destino. / Forse non mi aspetta niente. / Ovunque guardo vedo segni della mia memoria. / Chiunque incontro nel cammino /narra la mia stessa vita. / In ogni luogo riconosco, come in un sogno ricorrente, /qualcosa che credevo di aver inventato, /e ogni nuova pagina che sfoglio / sembra rubare un pezzo della mia storia.

Liricit e canto, non ricercato, non voluto, ma spontaneo nel suo vivido fluire, meravigliato e meraviglioso come duna ingenuit che ancora candore, sbigottimento di donna davanti alloscuro presagio dellalba portatrice di una speranza nuova, duna nuova reincarnazione che fa leffetto di un brivido sulla pelle:

Poi, lalba. / Unalba come ogni mattino, ma diversa. / La luce come dopo ogni oscurit, / ma questa e pi luminosa e pi bianca. / Forse loscurit era pi densa, / forse la notte era stanca, / forse questalba ha una nuova et.

E cos, passo su passo, dopo labisso, lo stordimento, il recupero, lincanto, il tornare ad essere se stessa in chiave che pi poetica non si pu:

E sento dessere arrivata. / E sento che ogni cosa inizia ora. / Non ce alcun viaggio che io debba fare, / non ce alcuna vera meta, / nulla da conquistare, da raggiungere... Non c. /
C solo il bagliore dellaurora. / E sono io, sono io la strada, / ed la vita che percorre me.

S, viene da dire, C solo il bagliore dellaurora, che precede lalba, ed pretesto di rinascita, di ascensione al mantra dei primordi, o se vogliamo alla fede degli avi ancestrali, dove la parola era ancora strumento del pensiero, formula che attendeva solo dessere pronunciata.



 Loredana Savelli - 14/12/2012 08:48:00 [ leggi altri commenti di Loredana Savelli » ]

Ho ritrovato nell’e-book molte poesie del volume cartaceo "Cinque passi" pubblicato per Greta edizioni, libro agile ed elegante, con la copertina rossa e bellissime foto. I testi, nella loro limpidezza, rendono tangibile il viaggio di cui si parla, passo dopo passo, senza dare mai un’esatta definizione della meta, n del percorso. Dice infatti l’autrice: "Forse non lo spostamento/Forse non c’entra la distanza/Forse non c’ un arrivo".
E’ nel "forse", a mio avviso, la sintesi della poetica di Anna Belozorovich. Intendo la disposizione mentale e poetica ad una eventualit di senso, nella molteplicit delle dimensioni della persona, sicch il viaggio "sono io, sono io la strada, ed la vita che percorre me."
Consigliato!

 Franca Alaimo - 12/12/2012 22:28:00 [ leggi altri commenti di Franca Alaimo » ]

La Belozorovitch scrive una poesia limpida che traccia senza perplessit il senso dellesistere. Il topos del viaggio interpretato in modo molto personale, accogliendone tutte le tappe come inesauribili metafore: la voglia di conoscere lignoto, la partenza, il movimento spesso deluso attraverso nuove terre ed incontri, una breve angoscia della vanit dellitinerario, ed infine la reiterazione del cerimoniale della natura che ci ripete con il sorgere del sole che ogni giorno della nostra vita una partenza, unavventura verso ci che ancora non si conosce.
Lautrice ci offre uno specchio in cui ciascuno di noi pu riconoscere in quale momento del viaggio ci troviamo.
Un apprezzamento anche per Susanna Strapazzini, mia dolce amica, che cura i quaderni delle "girovaghe" di cui anchio faccio parte.