:: Pagina iniziale | Autenticati | Registrati | Tutti gli autori | Biografie | Ricerca | Altri siti ::  :: Chi siamo | Contatti ::
:: Poesia | Aforismi | Prosa/Narrativa | Pensieri | Articoli | Saggi | Eventi | Autori proposti | 4 mani  ::
:: Poesia della settimana | Recensioni | Interviste | Libri liberi [eBook] | I libri vagabondi [book crossing] ::  :: Commenti dei lettori ::
 

Collana di eBook a cura di Giuliano Brenna e Roberto Maggiani

« ultimo pubblicato prec » « suc primo pubblicato »

eBook n. 92 :: Caravaggesche, di Gianfranco Isetta
LaRecherche.it [Poesia]

Data di pubblicazione:
17/11/2011 12:00:00


Formato PDF - 2 MByte
Scarica/apri/leggi [download] »
Aperto/scaricato 847 volte

Downloads totali: 847
Ultimo download:
31/05/2026 08:07:00

# 7 commenti a questo e-book [ scrivi il tuo commento ]

 cristina bizzarri - 06/04/2012 18:10:00 [ leggi altri commenti di cristina bizzarri » ]

Grazie, mille grazie per queste meravigliose apparizioni! Ho apprezzato la delicatezza e la profondit di tutte le tue poesie, trovando, in alcune, immagini di grande intuizione poetica e bellezza.

 giampaolo CAVALLERO - 07/01/2012 20:16:00 [ leggi altri commenti di giampaolo CAVALLERO » ]

Sorprendente!: Caravaggio interpretato da un Poeta,un Poeta vero,Gianfranco Isetta.Michelangelo Merisi - con un fascio di Luce - illumina,di volta in volta,uno "spaccato" di vita quotidiana(anche nella dimensione cara allo spirito controriformista)con i suoi forti colori icastici,il chiaroscuro delle membra e dei gesti incatenati dal pennello dell’Artista.Solo un Poeta poteva "sciogliere" quelle catene,con una Parola profetica,che non solo interpreta il quadro nella sua pi intima "fisicit"...! Vi aggiunge,forse,quel commento immediato che Caravaggio stesso non ha potuto RAPPRESENTARE con il pennello,ma che gli era rimasto nelle vene! Complimenti,Gianfranco...

 Eugenio Nastasi - 23/11/2011 21:00:00 [ leggi altri commenti di Eugenio Nastasi » ]

La preoccupazione maggiore di Isetta nel reggere un confronto impari tra il sublime Caravaggio, (dai colori vibranti e trasversali e dalla sua inesausta tensione di spandere e catturare la luce), e la sua sobria e spesso calzante versificazione, credo stia proprio nel non essere didascalico ma nel sollecitare i personaggi e le scene a una resa ulteriore che quella di cogliere qualche spezzone di voce, qualche ansito o respiro per rendere pi prossimo a noi il dramma degli eventi. Da qui le sollecitazioni o gli imput gnomici che vorrebbe mettere nel commento poetico ai gesti, espresso con essenzialit, anche quando alcuni quadri meriterebbero ulteriori investigazioni e un pi ardito scavo linguistico.
Comunque una bella sfida e Isetta ne vien fuori con un onesto nitore.

 leopoldo attolico - 19/11/2011 20:00:00 [ leggi altri commenti di leopoldo attolico » ]

Il "pendant" elaborato da Gianfranco non vuol essere ( e non ) descrittivo / celebrativo , ma testimonianza di come le suggestioni mediate dal Caravaggio ( la quasi soggezione per tanta grandezza artistica ) possano far muovere le parole eludendo le secche noiosissime della retorica di largo consumo a cui la poesia ci ha abituati .
Nella vittoriosa ( credo ) serrata lotta con il deja vu , penso vada individuato il pregio dell’intera operazione .

 Franca Alaimo - 18/11/2011 23:08:00 [ leggi altri commenti di Franca Alaimo » ]

Bench queste poesie debbano leggersi guardando anche le tele del Caravaggio a cui si spirano; tuttavia sono ben lontane dall’essere semplicemente didascaliche. Questi versi non commentano, ma fanno di ogni scena rappresentata una metafora, interpretando eticamente ed esistenzialmente il ruolo che la luce e la sua incidenza sui personaggi ha nella pittura del Caravaggio.
L’autore confeziona versi densi e molto significativi, talvolta un po’ misteriosi, come i moti dell’anima che il vedere provoca. Di certo la tensione spirituale alta, e lo anche la speranza nella presenza cristica nel mondo dolorante degli uomini.

 Loredana Savelli - 17/11/2011 15:47:00 [ leggi altri commenti di Loredana Savelli » ]

Ho molto apprezzato queste poesie, che ho provato a leggere senza metterle direttamente a confronto con le rispettive opere pittoriche cui sono ispirate. O meglio, prima ho scorso le immagini, poi le ho "dimenticate" e nelle poesie ho colto in primo luogo la dimensione immateriale che prescinde, a mio avviso, dai temi (pur cos circostanziati) e dallo stile di Caravaggio. Intendo dire che le poesie hanno valore in s. Pur essendo dichiaratamente un omaggio al grande pittore, sono valide perch dicono e contestualizzano anche altro. Le ho trovate pure, leggre, astratte, aperte, ricche di simboli da sembrare testi profetici.
Ci forse sta a confermare ancora una volta che la parola apre mondi diversi rispetto all’immagine, e la parola poetica non pu che essere un meta-linguaggio, persino quando si pone "didascalicamente" al servizio dell’immagine.

 Marco Giampieri - 17/11/2011 12:41:00 [ leggi altri commenti di Marco Giampieri » ]

Isetta ha profeticamente esposto i rischi della sua proposta. Secondo me, al di l dei giudizi e delle sensazioni che l’opera pu provocare, c’ un problema di forte asincronia che impedisce di considerare unitaria l’opera. Troppo conosciuta l’opera di Caravaggio per non considerare il testo come una forma didascalica, pur se nobile. Ogni linguaggio pu ovviamente vivere di vita propria ma nella simultaneit sono gli stili, le forme a dover essere coniugate e non i contenuti. Non una questione di equilibrio o di competizione, ma di riconoscere in quel momento, in quella esperienza, qualcosa di non divisibile.