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Raccolta di poesie di Michele Gentile
[ LaRecherche.it ]

I testi sono riportati a partire dall'ultimo pubblicato e mantengono la formatazione proposta dall'autore.

*

Ognuno

Ognuno di noi sia una piccola luce
in questi giorni di tenebre.
Sia la forza di qualcun altro,
la parola di chi tace
ed il coraggio di chi trema.
Ognuno di noi sia voce materna,
sia sorriso di un padre
in questi giorni oscuri;
sia una lanterna che prepara
il ritorno del sole.

*

In riva alla sera

Ho incontrato un uomo

in riva alla sera.

Mendicava il tramonto

in fila con i suoi tormenti,

probabilmente in pena

o semplicemente stanco

di assomigliare.

Curvo dinanzi al passato,

attento a non farsi sentire

masticava l’amaro del tempo

stonando una vecchia canzone.

Ad un tratto, un bimbo

giunto lì per caso

gli donò una manciata di sabbia.

L’uomo lo ringraziò con una promessa

e tornò a farsi cercare.

Seppi poi dalle solite voci

che fu visto piangere

in compagnia della notte.

Lo ritrovarono abbracciato al mare

appena i venti cessarono

di spargere tra i ricordi

polline di dolore.

 

 

 

poesia vincitrice della VII edizione del Premio Nazionale " La Rosa d'Oro" - 2° Memorial del Maestro Antonino Pietretti - Torre Alfina 5 agosto 2017

 

*

Un Giorno

Accoglierai, un giorno
la saggezza delle Vette,
capirai i quesiti degli Oceani
la dolcezza delle Tempeste.
Rispetterai il Vento
e ogni sudicio fiore,
manterrai i segreti
di ogni Fiume.
Non sarai più in grado
di sfamare la Rabbia
dissetare Vendetta,
aiuterai il Cielo a navigare
gli errori a naufragare.
Lo vorrai un giorno e
quel Giorno
ti chiamerò Uomo!

*

Assenza

Non posso tacere
un amore che urla più del dolore
ignorare la corrente
che mi riconduce a terra.
Non posso abbracciare la salvezza,
lasciarmi accarezzare dal vento
mentre il tuo respiro s’allontana.
Uscirò in piena notte
e aspetterò
perchè
non so correre ai ripari
quando piove la tua assenza.

*

Gerusalemme

Ho capito che non basta morire.
Le acque del perdono
non bagnano la sera.
Ho viaggiato
fra reliquie e respiri,
mi ha vinto la vita. 
Sono un uomo
sbagliato
ingannato.
Gracili, maldestre ragioni
oltraggiano il profilo della verità.
Gerusalemme è a un passo
dalla mia croce.

*

Come la nebbia

Ci racconteranno
come si raccontano
inverni
di piene e di risvegli,
di carezze in riva al fuoco.
Torneranno ad amarci
come si ama quel sole
che non si mostra.
Quando
come la nebbia,
sulle sponde del giorno
ci poseremo
e ci abbandoneremo
alla pietra in tumulto,
accarezzeranno la chioma
di parole mai nate.
Ogni istante sarà
già
istinto di memoria,
sulle spente labbra
di un tempo che non perdona.

 

*

Nomenclatura di un tramonto

L’orpello di una lacrima
contempla sorrisi
ancor più vani.
Forse acerba è la luna,
giovane il mio volto
in questa stanza 
di impetuosi echi.
E’ solo l’inverno a parlare
a fidarsi di me,
lontane distese di attimi
mentre il cielo si arrende
all’infinita agonia.
Fra i rami vermigli
l’impazienza della sera,
dalla riva immutata
pagine di poesia,
orizzonti immortali
e ritrovo la mia canzone.

*

Ai poeti

Ai poeti dico di non tornare
di insistere, di trovare
altri silenzi da raccontare. 
Ai poeti auguro di non svegliarsi
di non attenersi alle regole,
di non lasciare mai un tramonto
in balia del proprio cielo.
Auguro un mare, un deserto,
una lacrima in più da attraversare.
Ai poeti dico di non disperare
quando stillano solitudini,
di camminare anche al buio
perchè una carezza di luna
farebbe più male.
Ai poeti dico di sorridere
quando il vento della notte
li trascina via lontano
perchè quando tutto è perduto
nuove ali e nuove parole
una volta ancora 
offriranno loro
la malinconia di vivere.