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Pubblicato il 17/03/2010 23:25:58
Morte della parola
Morte, anche stasera sei qui, bastarda, vicino a me hai scacciato i miei angeli vuoi conquistarmi lanima.
Sento le tue mani unghiate nel mio cuore morente, soffro molto, so che mi liberi, tu puoi regalarmi loblio, ma non voglio la polvere di stelle dellaltra volta stasera ho bisogno di bere ancora non sono pronto a guardarti negli occhi, voglio vedere nel bicchiere il mio volto raggelare le lacrime sul suo fondo e non pensare ancora a cadere nelloblio.
Mi alletti con le tue carezze bastarda, ti odio ti sei affezionata a me mi trovi negli angoli dove mi nascondo pudico di un pianto, non hai piet di un uomo maledetto da dio e dal mondo che vive una non vita battendo il marciapiede del suo effimero.
Vieni qui, bastarda adesso ti sbatto nei miei versi ti faccio assaggiare il sentire della mia anima cos sai quanto sto male e mi alleno al trapasso non avr pi ansia di te, quel giorno non grider, sussurrer vittoria.
Avvicinati di pi, ora le mie delusioni nellarte ti piacciono, lo so godi di me, ridi dellinfrangersi dei miei sogni, del mio resistere ai termini volgari che tanto piacciono oggi, che trasformano presuntuosi e presunti poeti in defecatori di parole nelle descrizioni rozze di azioni sessuali di vita vissuta o drogata
povera poesia
accompagnami nelloblio non sopporto vederti soffrire cos, muori con me nellassenza nellinconsistenza nellimmondo.
Ora s morte, dolce miele, saponifica la mia carne in questo fiume di volgarit e oscenit, imputridisci i miei pensieri ora che il non senso permea i giudizi anche tu poesia muori fammi compagnia!
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