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Una linea retta

di Giuseppe Chimienti
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Pubblicato il 09/12/2010 16:06:57

1

Sera fredda. Ma la finestra era ancora aperta. Non laveva ancora chiusa. O meglio, non ne aveva avuto il tempo dopo che tutti erano andati via.
Aveva appena chiuso la porta dellappartamento per lasciare uscire gli ospiti di quella sera. Amici fidati questa volta, non persone conosciute occasionalmente come in passato. Laria che entrava nella stanza, anche se fredda, non era fastidiosa. Serviva a farlo riprendere.
Sul tavolo cerano ancora le diverse bottiglie di vino e di birra che erano state aperte e finite durante la cena. I portacenere erano pieni e tra i vari cadaveri si potevano contare anche diverse sigarette adulterate, come era solito definire gli spinelli che puntualmente fumava quando ne aveva occasione.
Ma quella sera, pi di tutto il resto, sentiva il vino ottenebrargli i pensieri. Forse non doveva bere cos tanto, ma ormai
Usc sul balcone per prendere una boccata di aria fresca ma vomit tutto ci che aveva nello stomaco. Cazzo pens il grosso problema sarebbe stato spiegare ai due vecchi che abitavano sotto di lui come mai aveva di nuovo innaffiato i loro fiori con il suo vomito. Sapeva che tanto lo consideravano un alcolizzato, non sarebbe stato un problema essere di nuovo guardato come un lebbroso, un paria a cui non ci si doveva avvicinare. Merde!
Quando fu sicuro che non avrebbe corso il rischio di sporcare in casa, anche se sarebbe stato difficile renderla ancora pi sporca, decise di rientrare.
Lasci la finestra aperta, non sapeva se avrebbe vomitato di nuovo ma sapeva che, se fosse successo, la strada fino al bagno sarebbe stata lunga e piena di ostacoli insormontabili. E poi, vaffanculo!, ormai i fiori li aveva concimati, che cazzo..
Avrebbe dovuto mettere un po in ordine lo scempio lasciato durante la cena. Avrebbe dovuto mettere i piatti a mollo, altrimenti lo sporco non sarebbe mai venuto via. E lo stava quasi per fare quando il suo sguardo cadde sui piatti del pranzo ancora sporchi. Avrebbe rimandato anche quelle operazioni. Forse per lindomani mattina.
Sapeva che di l a poco sarebbe tornata listerica con cui divideva la casa. Sapeva che anche questa volta avrebbero litigato prima che lei si rinchiudesse nella sua ordinata stanza a maledire il giorno in cui aveva deciso di rispondere allannuncio per laffitto della camera. Se non le stava bene avrebbe potuto anche andare via, checcazzo! Ma il giorno in cui lei and a vedere la camera lui era cos fatto che sbagli a dirle il prezzo. Non sarebbe mai andata via, non avrebbe mai trovato un prezzo simile. Quindi non aveva da rompere i coglioni! No, per niente cazzo!
Pens se bere unaltra birra, ne aveva voglia ma aveva paura che potesse fargli male. Alla fine la volont fu pi forte della paura.
Apr il frigo ma non trov quello che cercava. Il suo nettare era finito durante la cena. Cazzo avevano dato il fondo a tutto. In casa non cera neanche una goccia dalcol.
Merda! Ormai ci aveva fatto la bocca alla birra della buonanotte.
Era indeciso. Non sapeva se arrivare o no fino al bar per prendere un paio di bottiglie. E soprattutto aveva il dubbio che fosse gi chiuso. Lorologio segnava gi luna.
Alla fine si convinse, mise giacca e scarpe e scese. E poi forse al bar avrebbe trovato qualcuno dei suoi conoscenti con cui bere un bicchiere in pi.
Chiuse la porta e si avvi con passo deciso. Faceva molto pi freddo di quello che poteva sembrare sul balcone ma ormai era gi fuori quando se ne accorse.


2

Il bar aveva gi la serranda mezza abbassata, dentro cera solo il proprietario a fare le pulizie. Pens alla figlia delluomo che aveva visto molto spesso in quel bar e che spesso aveva scatenato in lui pensieri e sogni lubrici che avrebbe assecondato molto volentieri se ne avesse avuto occasione. E poi a pensarci bene lui e la ragazza dovevano avere allincirca la stessa et. Chiss, forse un giorno avrebbe messo il suo sorriso migliore e avrebbe fatto il simpatico con lei. Ma questi erano altri pensieri.
Chiese alluomo se fosse stato possibile avere solo qualche birra, anche per quelloccasione mise il suo sorriso migliore. Ment dicendo di avere ospiti inattesi a casa e di essere rimasto a secco. Luomo lo guard schifato. Forse perch gli aveva letto i pensieri fatti sulla figlia poco prima. Molto pi probabilmente perch era un relitto. Solo allora si accorse di avere i pantaloni sporchi di vomito. Ops.. se luomo lo avesse raccontato alla figlia avrebbe fatto una figura di merda che neanche il sorriso delle belle occasioni avrebbe potuto cancellare. Bene, pens che la ragazza sarebbe rimasta solo nei suoi sogni.
Ripet la richiesta anche se gli avrebbe volentieri spaccato un paio di denti al suocero. Questa volta luomo chiese di quante birre avesse bisogno Rispose senza pensare 5 grandi. Luomo gli disse di aspettare fuori perch aveva appena lavato per terra e scomparve abbassandosi sotto la serranda.
Usc poco dopo con un sacchetto con dentro quanto chiesto. Prima di darglielo pretese subito i soldi. Malfidente per il suocero. Forse ancora non sapeva dei suoi rapporti con la figlia, magari lo avrebbe trattato meglio.
Pag, prese il sacchetto e and verso casa. Si rese conto che le bottiglie erano calde e stava quasi per tornare indietro ma sent, nel silenzio della notte, la serranda che veniva completamente chiusa.
Le avrebbe bevute calde, dopotutto non era mai stato schizzinoso.
Anzi decise di aprirne una subito, giusto per riscaldarsi e ingannare il tempo che lo separava da casa sua.
Prese laccendino dalla tasca e stapp una bottiglia. Fece anche per accendere anche una sigaretta ma poi pens che non avrebbe avuto mani a sufficienza per bere, fumare e portare il sacchetto. Rinunci alla sigaretta, gesto salutare dopotutto.
Arriv davanti al portone di casa con ancora mezza birra da finire. Non sapeva se avesse camminato troppo svelto o bevuto troppo piano.
Apr il portone e decise di fare le scale. Non stava ancora al meglio e non aveva proprio voglia di rischiare di dover pulire lascensore come lultima volta in cui ci aveva vomitato dentro. E soprattutto non aveva nessuna voglia di litigare di nuovo con i suoi condomini come durante lultima riunione condominiale.
Entr in casa, era tutto come aveva lasciato, quindi la sua coinquilina non era ancora tornata. Prov a chiamarla e non ci fu risposta. Meglio cos, aveva ancora un po di pace. Non si chiese neanche dove potesse essere, sicuramente con qualche sua amica in qualche bel locale che a lui avrebbe negato lingresso. Troppo derelitto il suo aspetto. Fanculo!, porci.
Fin di scolare la bottiglia ancor prima di togliersi la giacca e le scarpe.
Poi si mise comodo sul divano con la televisione spenta e il silenzio della notte a fargli compagnia.
Ascolt i suoi pensieri.
Apr la seconda bottiglia promettendosi di non fare lerrore di berle tutte quante anche se sapeva gi che molto probabilmente avrebbe disatteso la promessa.
Si sedette placido e rilassato sul suo divano, spense tutte le luci e accese una sigaretta. Il fumo gli raschi la gola ma oltre questo fastidio non ne ebbe altri e altern sorsi a tiri. Era indeciso se prepararsi una canna ma fumare da solo gli avrebbe messo tristezza, non avere nessuno con cui ridere non faceva lo stesso effetto.
Chiuse un attimo gli occhi e si accorse che anche il suo stomaco stava meglio. Era proprio vero, la birra era unottima medicina. O forse non stava meglio ma cominciava a non capire pi un cazzo e quindi non sentiva neanche eventuali malesseri. Li avrebbe sentiti lindomani mattina, non aveva scampo
Tra le palpebre chiuse cominciarono a insinuarsi le immagini dei suoi pensieri assurdi e alcolici. Ritorn alla figlia del barista.. Allanello di lei che urlava la sua fedelt a qualcuno con cui magari, in quel momento, condivideva un letto sicuramente pi caldo del suo. Sorrise al pensiero della giovane tra le braccia di chi le aveva regalato quel gioiello e rise di gusto quando si immagin quel lui che le chiedeva alcuni giochetti lubrici in segno di amore. Cazzo!, dopotutto le aveva regalato lanello no? poteva anche chiederle di ripagare il suo amore.
Spense la sigaretta e fin anche quella birra.
In quel momento sent aprirsi la porta a si prepar a sostenere la litigata con la sua coinquilina. Riapr gli occhi in attesa, sperando di non dover sostenere discorsi troppo complessi, non ne sarebbe stato in grado.
Un freddo saluto e una rapida occhiata alle condizioni del soggiorno. Eccola che stava per esplodere.
Ma lo sorprese il fatto che anche lei si sedette sul divano, senza una parola, e bevve una delle sue birre. Ma calda disse, e fu il suo unico commento.
Sper che non volesse parlare o magari sper il contrario. Non sapeva bene neanche lui. Quella forse era la prima volta che si sedevano insieme a bere. O magari lei voleva fare qualche giochetto erotico, chiss. Non era brutta e a volte, solo in bagno, un pensierino su di lei lo aveva anche fatto.
Rimase zitto con lo sguardo verso il balcone mentre lei continuava a bere usando un bicchiere. Piccole avvisaglie dei modi diversi che avevano di affrontare le situazioni.


3

Non sapeva se cominciare lui a parlare per primo, rimase ancora in un silenzio che trov imbarazzante. Nellattesa cominci a spogliarla mentalmente, se la immagin nuda e distesa su quel pavimento che a guardarlo bene avrebbe avuto bisogno di un po di pulizia. Se la immagin lasciva e pronta a soddisfare qualsiasi sua richiesta. Questi pensieri cominciarono ad avere effetto sul suo amico che decise di dare inizio a spingere tra le mutande.
Fu lei a interrompere questo flusso piacevole di pensieri. Si alz per accendere lo stereo. Non stette a cambiare il cd che era nel lettore e quando part lattacco di London Calling dei Clash si limit solo ad abbassare un po il volume per non disturbare i vicini. Lui se ne sarebbe altamente sbattuto il cazzo se avesse avuto voglia di ascoltare musica. E non era importante che ormai fosse luna e mezza di notte.
Avrei voluto mettere qualcosa di pi soft a questora disse lei ma anche i Clash vanno bene.
Finalmente aveva aperto bocca. Stentava a capire la situazione in cui si stava trovando in quel momento. Forse mi sto immaginando tutto pens forse a cena ho effettivamente fumato troppo.
E il pensiero di vivere unimmaginazione si fece pi forte alla domanda di lei perch non mettiamo gi una canna? chiese.
Lui si alz senza aprire bocca. Lasci prima la bottiglia di birra vuota sul tavolo e poi si diresse in camera sua a prendere il necessario per fumare. La scatoletta magica, come la chiamava. Diversi tipi di fumo, un po derba, una rarit in quei tempi, cartine e carta per fare il filtro.
Fumo o erba le chiese.
Falla derba ma falla leggera che non sono abituata a fumare pesante rispose.
Se vuoi falla tu, cos decidi la quantit disse tirando una lunga sorsata dalla bottiglia di birra aperta da lei che era stata poggiata per terra vicino al divano.
Ma dai quella birra mia obbiett lei con una vena di stizza aprine unaltra se vuoi.
Non dette peso a quellultima cosa e cominci a preparare lo spinello. Non cerano dubbi la situazione era veramente strana, ma tra un po avrebbe fumato e tutto sarebbe tornato alla normalit.
Chiuse con maestria la sigaretta e la porse a lei per farla accendere. Era una cosa che piaceva fare a lui ma si sentiva magnanimo e decise di darle quellonore.
Laccese e tir due boccate aggrottando la fronte e facendo una smorfia col viso.
Era forte, odiava farsi dire come avrebbe dovuto fare le quantit!
E forte, merda subito fece lei ti avevo chiesto di non esagerare. Ma delle volte chiedere a te qualcosa come parlare con il muro.
Lui prese la canna quando gliela pass e tir una prima profonda boccata. E giusta cos replic.
I successivi dieci minuti trascorsero in silenzio mentre si dividevano quanto confezionato poco prima.
Dopo averla spenta lui si alz a prendere unaltra bottiglia di birra che apr versandone un po nel bicchiere di lei che questa volta non ebbe obbiezioni.
Il silenzio si protrasse ancora per un po. Effettivamente, a pensarci, non avevano punti in comune. Erano due linee rette che non si riuscivano a toccare. Lui con i suoi stravizi e il suo lavoro. Lei con le sue manie e il problema di averlo perso da poco il lavoro che aveva.
Visto che la situazione non si sviluppava in alcun modo continu ad ingannare il tempo pensandola nuda e in pose che ai pi sarebbero apparse oscene. Ma questa volta i pensieri erano amplificati da quanto aveva fumato poco prima. Quando incroci il suo sguardo cominci a ridere. Era sicuro che ci che pensava gli si poteva leggere in faccia.
Perch ridi gli chiese lei.
Ti sto pensando nuda rispose lui ancora ridendo.
E cosa cazzo ci trovi da ridere chiese ancora lei questa volta abbozzando un mezzo sorriso non credo di essere cos brutta.
Non sei un cesso di sicuro rispose ma ne ho scopate di meglio in passato.
Ormai la sua risata era incontrollabile. Sapeva che quella risposta che poteva sembrare volgare lavrebbe fatta incazzare.
Ma lei non si incazz, non rispose, non fece niente di quello che lui si sarebbe potuto aspettare. Rimase in silenzio con ancora il sorriso stampato sulla faccia.
Si alz per cambiare il cd che era gi finito. Cosa metto gli chiese.
Fai un po te - le rispose lui ma non mettere Nick Cave che mi intristisce quando sono in questo stato.
Ti vanno bene i Pearl Jam chiese o preferisci altro. Metterei volentieri Vitalogy.
Vanno bene.
Mise nel lettore un disco del gruppo di Vedder e soci e premette il tasto per farlo partire. Prima che lui potesse dirle qualcosa alz il volume.
Speriamo solo che i vicini non si lamentino disse anche se onestamente me ne frega poco - aggiunse subito dopo.
Al massimo rispose lui se la prenderanno con me. Non potrebbero mai pensare che tu possa ascoltare musica ad alto volume a questora, hai unapparenza troppo da brava ragazza.
Hai sempre di che stuzzicarmi per qualcosa gli disse Delle volte sei noioso.
Delle volte.. Cazzo!, avevano scambiato si e no venti parole da quando dividevano quella casa.
Decise di non risponderle. Divise equamente la birra che rimaneva nella bottiglia versandone un po nel suo bicchiere e bevendo il resto dun fiato.
Non capisco disse lei perch tu non debba mai usare il bicchiere.
Soffocando un rutto che gli stava salendo decise di rispondere con una semplice alzata di spalle senza dire una parola.
Come mai hai deciso di fermarti senza andare difilato in camera tua le chiese.
Questa volta fu lei ad alzare le spalle.
Le arriv un messaggio sul cellulare che cancell subito dopo averlo letto.
Magari fece lui chi ti ha scritto voleva una risposta.
Magari rispose lei bene che ti faccia i cazzi tuoi.
Eccola. Era cos che la conosceva. Altera e nervosa.


4
La situazione continuava ad essere alquanto bizzarra. Lui era ancora bloccato nei suoi pensieri erotici mentre lei chiss a cosa pensava. Il suo sguardo appannato e perso verso il muro di fronte non lasciava intendere nulla.
Magari pens lui dovrei chiederle cosha. Ma poi si ricord dellinvito a farsi i cazzi suoi ricevuto poco prima e lasci perdere.
Smise di pensarla nuda e in pose da film erotico. La vide in unaltra luce ma fu lesto a cancellare subito pensieri di compassione o di falsa comprensione per la sua situazione. Dopotutto lei poteva fare il cazzo che voleva con i soldi del padre, quindi non aveva molti problemi.
Lui invece con il suo stipendio doveva pagarci il mutuo le bollette la spesa le sigarette lalcol e le droghe. Cazzo quelli erano problemi, andasse a fare in culo!
Ne preparo unaltra? le chiese.
Lo guard brevemente e poi torn a fissare il muro.
Ti ho fatto una domanda disse puoi anche rispondere. O magari la principessa ha il suo ciclo e non ne vuole sapere di rispondere al barbone. Mi sembrava strano aggiunse per finire che sua maest stasera avesse voglia di stare in mia compagnia.
Non capisci un cazzo! gli url la ragazza Anzi a te non te ne frega proprio un cazzo di niente. Sei un indifferente! Tu non cambieresti espressione neanche se ti sparassero. Sempre la solita faccia. Te ne freghi degli altri e tutto deve andare come dici altrimenti ti incazzi. Cosa vuoi fare? Accenderne unaltra? chiese Fai come vuoi. Tanto a te serve solo una scusa per fumare ancora e estraniarti dal mondo.
La risposta lo spiazz. Era la litigata che si aspettava da prima. Finalmente era arrivata. Ma forse era troppo stanco per litigare e non riusc a risponderle subito.
Ripens alle parole che gli aveva detto e si accorse che in fondo aveva avuto ragione. Ma non si sent di doversi scusare. No cazzo, non aveva proprio niente di cui scusarsi. E poi non era sua abitudine farlo. Non in quel momento.
Come se niente fosse prese un po di hashish dalla scatola, lo riscald, lo sbriciol e lo mischi con del tabacco. Mise tutto in una cartina che gir e chiuse. Prima di sedersi a fumare controll se nella bottiglia ci fosse ancora birra. Sapeva che avrebbe avuto sete dopo aver fumato e sapeva anche che non avrebbe avuto voglia di alzarsi per prendere una nuova bottiglia. Bene!, cera ancora mezza bottiglia.
Si sedette sul divano, anzi ci si accasci, e si accese lo spinello sulle prime note di Corduroy. Quella canzone gli era sempre piaciuta. Attese con ansia la frase I dont want to take what you can give, I prefere to starve than eat your bread. Era un inno allautosufficienza! Era il suo cazzo di inno. Era lorgoglio musicato! Reso pi forte dalla voce e dalle chitarre che andavano avanti incazzate e nervose. Lavrebbe sentita a oltranza, fino a cancellare la traccia dal cd.
Tir ancora qualche boccata e le porse la sua sigaretta speciale, era pesante e se ne accorse anche lui, sicuro che lei lo avrebbe guardato torva e non lavrebbe presa. Ma quella probabilmente era la serata delle sorprese. Lei prese e tir subito un paio di boccate senza dire nulla sul fatto che fosse quasi impossibile da fumare.
Finirono anche quella canna.
Lui cerc di mitigare il fatto di avere la lingua e la bocca secche bevendo un po di birra. Anche se calda leffetto fu quello desiderato.
Senza chiedere niente ne vers anche nel bicchiere di lei. Lo ringrazi e bevve dun fiato.
Lo fece ridere il fatto che lei non riusc a soffocare un rutto e ancora di pi lo fece ridere la sua espressione costernata che precedette le sue scuse.
Scusa di che chiese lui ridendo non hai mica ucciso o rubato. E poi se ne hai voglia possiamo fare una gara.
Lultima frase la fece sorridere. Poi scoppi a ridere anche lei. Chiss se per quanto fumato o per quanto successo.
Risero insieme. E quella era sicuramente la prima volta che succedeva. La serata delle sorprese
Scusa per come ti ho risposto prima disse lei ma un periodo veramente di merda. Non ho un cazzo di lavoro. Ho degli amici di merda. Non ho nessuno con cui parlare.
Nessun problema rispose senza per aggiungere altro. Aveva diversi problemi suoi e di sicuro non voleva stare ad accollarsi anche quelli della ragazza. E poi erano due perfetti sconosciuti. E poi non gliene fregava proprio un cazzo a dirla tutta. Era indifferente a tutto ci che non lo riguardasse direttamente. Su questo, prima, lei aveva avuto ragione.
Non so nemmeno - aggiunse lei perch mi sia fermata qui con te stasera. Magari avevo voglia di stare con qualcuno che con me non centrasse niente.
Grazie disse lui sarcastico. Ma non aveva torto neanche in questo caso. Rimanevano due rette parallele. Sperava solo di non dover cominciare a sentire le sue cazzate sui suoi problemi. Decise che se lei avesse cominciato si sarebbe focalizzato sulla musica e per prepararsi si alz a cambiare il cd in modo da poterlo avere dallinizio. Dopotutto prima avevano solo riso insieme, non credeva che ci le permettesse di spaccargli le palle con i suoi problemi.
Cercava un live abbastanza lungo, che durasse molto. Ma alla fine la sua attenzione fu attirata da All hope is gone, lultimo degli Slipknot. Aveva bisogno di un po di violenza musicale ma ebbe laccortezza di abbassare il volume prima di svegliare tutto il palazzo.
Come cazzo fai ad ascoltare questi - gli chiese lei.
Mi piacciono rispose e mi servono a resettare il cervello.
Ma non si capisce niente obbiett la ragazza.
Non vero fece lui basta fare un po di attenzione. E poi rimane emblematico il titolo del disco. Tutta la speranza andata.
Hai ragione lei andato proprio via tutto quanto. Non immagini che voglia avrei di parlare con qualcuno.. termin.
Parlare costa mia cara le rispose e poi non so se ho voglia di starti a sentire.
Sei un bastardo disse lei ma su questo non avevo dubbi . E il tuo prezzo - chiese quale sarebbe.
Un ricco pompino disse lui ridendo.
Non sapeva bene perch le avesse risposto cos. Non sapeva se lavesse fatto per chiudere subito la discussione prendendosi qualche insulto. Non sapeva se lavesse fatto perch magari in fondo ci sperava in un servizietto dopo i pensieri di prima.
E mi staresti a sentire chiese lei sperando che poi io faccia quello che vuoi.
No rispose non potrei starti a sentire avendo il dubbio che dopo non me lo faccia.
Ormai la discussione era diventata surreale Era certo che non stesse succedendo veramente. Era certo che fosse collassato sul divano e che quella discussione era un sogno perverso dovuto ad alcol e droghe.
Va bene disse lei per chiudiamo la finestra e tiriamo la tenda, non vorrei che qualcuno si godesse lo spettacolo.
Si alz e chiuse tutto.
Ma poi gli chiese posso fidarmi di te. Starai a sentirmi?
Ma che cazzo rispose lui mi stai veramente per fare un pompino con la speranza che dopo possa dirmi tutti i tuoi problemi. Non pensi le chiese che dopo avrai un problema in pi?
Non ti preoccupare lei lascia che sia io a decidere ma poi prometti di starmi a sentire.
Detto ci si abbass..

5

Gli slacci prima la cinta e poi gli abbass i pantaloni. Lui continu a pensare che non stesse succedendo veramente fino a quando lei non gli prese il suo amichetto in bocca. A quel punto leccitazione che prima era rimasta latente si risvegli completamente. Lui non stette fermo. Cominci ad allungarsi in modo da poterla toccare e le arriv a palpeggiare il seno. Al tatto era molto meglio di quello che sembrasse quando lei era vestita.
E no subito disse lei tu devi stare fermo.
Non ci penso proprio le rispose io faccio tutto quello che questa posizione mi concede di fare. E poi se dopo devo stare a sentire le tue stronzate ne avr anche il diritto.
Sei veramente un bastardo disse ma su questo non avevo dubbi.
E io invece rispose lui avevo molti dubbi su quanto potessi essere troia. Ma mi sto ricredendo.
Non sapeva perch laveva insultata. Non laveva mai considerata in quei termini. Ma ormai laveva fatto e non cera tempo n per i ripensamenti n per le scuse.
Continua le disse non vorresti mica fermarti sul pi bello adesso.
No rispose ho detto che lavrei fatto e lo faccio.
Si spogli completamente e gli offr il suo corpo completamente nudo. Era un bel vedere dopotutto.
Lui non stette fermo e cominci ad accarezzarla ovunque riusciva. Cominci anche a far scivolare la sua lingua in modo da scatenare leccitazione della ragazza.
Non ci volle molto prima che lei se salisse addosso.
Cazzo pens lui addirittura servizio completo. Chi lavrebbe mai pensato che sta serata finiva cos셅.
E gli scapp un mezzo sorriso amplificato dagli eccessi di poco prima.
Fu a quel punto che si accorse delle lacrime di lei mentre scopava.
Ma lui non aveva nessuna voglia di interrompersi sul pi bello. E poi non laveva mica obbligata, aveva fatto tutto lei. E adesso non aveva nessun diritto di smettere di farlo godere. Lui continu finch non ebbe raggiunto il suo scopo.
Fu in quel momento che si rese conto di essere diventato veramente un uomo di merda.
Lei scese e si asciug le lacrime mentre lui finiva la birra che era rimasta in bottiglia.
Lui si riabbotton alla meglio i pantaloni mentre lei si rivestiva con alcune gocce che ancora le scendevano dagli occhi.
Non so proprio disse lui cosa ci sia da piangere adesso. E nemmeno cosa ci fosse da piangere prima. Non mi sembra di averti chiesto niente. Non mi sembra di averti obbligata a farlo. Hai fatto tutto tu, non hai nessun diritto di piangere come una ragazzina adesso.
Sei un animale gli disse e il tuo problema che sei anche contento di esserlo. Sei fiero di non avere sentimenti e compassione di niente. Sei fiero di non credere in niente. Sei fiero di non chiedere mai niente.
Ma cosa cazzo ne puoi sapere tu di me le disse lui non mi conosci nemmeno. Dividiamo solo questo cesso di casa e non abbiamo mai parlato. Abbiamo passato insieme due ore e ti sei fatta gi scopare. Io non ho sentimenti. Non ne ho mai avuti e mai ne avr.
Gli occhi di lei erano gi asciutti e trasmettevano solo rabbia e la voglia, a ben vedere, di schiacciargli le palle con un calcio.
Lui invece era indeciso se accendersi una sigaretta o prendere lultima birra che era rimasta. Alla fine scelse di non fare niente.
Adesso chiese lei mi ascolti.
Parla le rispose ma non ti aspettare comprensione o compassione. Non ne ho da spendere n di una n dellaltra.
Da te ancora lei non voglio proprio un cazzo.
Quello disse lui mi sembra te lo sia gi presa.
Non poteva non risponderle in quel modo..

6

Cominci a parlargli e a raccontargli del perch stava cos. Del perch si era comportata in quel modo. Lui lascolt per poco prima di rendersi conto che in fondo erano molto simili.
Nessuno dei due aveva sentimenti per gli altri. Tutti e due erano astiosi senza un motivo preciso. Non erano due rette parallele. Erano due linee contorte che si incrociavano in pi punti
Lui pens che cera molto in comune ma non le disse niente. Non voleva che smettesse di parlare, gli stava conciliando il sonno ma doveva fare di tutto per tenere gli occhi aperti. Era logorroica. Era fastidiosa. Era acida.
Dopo un po smise di parlare. E non smise ponendo una domanda a lui. Non smise chiedendogli un consiglio. Smise cos e basta. Magari nel suo parlare senza quasi prendere fiato non si era accorta che in lei cerano gli stessi comportamenti che cerano in lui. O forse se nera accorta ma preferiva non farglielo capire.
Lui si alz a prendere e stappare una bottiglia di birra. Quella a cui aveva rinunciato prima che lei sciogliesse i pensieri in un turbinio di parole unite tra loro.
Le chiese se ne volesse un po. La domanda cadde nel vuoto e quindi cominci a lavorare sulla bottiglia fino a scolarla del tutto.
Nessuno dei due disse pi niente. Tutti e due sembravano persi nei loro pensieri e isolati dal resto. Ognuno aveva una bolla che lo circondava e lo teneva ben separato dallaltro.
Ormai erano arrivate le quattro di mattina. Si sentiva stanco e aveva voglia di andare a dormire.
Voleva andare a dormire senza sapere altro di lei. Senza sapere perch fosse diventata come lui. Lui sapeva cosa lo aveva spinto ad essere cos e credeva che anche lei avesse avuto, pi o meno, i suoi motivi.
Ma anche se la curiosit era forte decise di non darle troppa importanza.
Si alz. Prese il portacenere e lo and a svuotare. Lasci la finestra aperta per far passare un po daria, ormai nella stanza non si poteva pi respirare. Spense lo stereo. Tolse le bottiglie vuote dal pavimento e le lasci sul tavolo in modo da potersi ricordare di portarle nel bidone.
Lei in tutto questo rimase ferma e immobile. Inespressiva come era lui di solito. Lo sguardo fisso nel vuoto. Non una parola. Niente. Sembrava che laria le entrasse autonomamente nei polmoni.
Vado a letto disse lui domani non posso alzarmi troppo tardi.
Domani. disse lei
Non cap quella risposta. Non aveva voglia di chiedere spiegazioni. And prima in bagno e poi a letto. Punt la sveglia alle otto e mezza. Ma poi pens che fare cifra tonda non gli avrebbe fatto male. Decise quindi per le nove.
Chiuse gli occhi e attese che Morfeo lo venisse a prendere. Non ci volle molto. Si addorment convinto di dormire il sonno dei giusti. Non aveva mai problemi con la sua coscienza e non ne ebbe neanche quella sera.




7

Come al solito non riusc ad alzarsi quando suon la sveglia. Si erano fatte gi le dieci. Avrebbe rimandato al pomeriggio alcune cose che avrebbe dovuto fare la mattina. Si tir su dal letto e and in bagno a far uscire sotto forma di piscio la birra accumulata la sera prima. Pens che la forma non era cambiata poi molto nellattraversare il suo corpo: gialla e schiumosa.
Senza mangiare niente prese subito due pastiglie per il mal di testa. Non era ancora insopportabile ma molte volte, in passato, era stato in quelle condizioni appena sveglio e sapeva che entro unora un gruppo punk avrebbe cominciato a fare un concerto tra le sue orecchie.
La casa era vuota, il balcone aperto. Per il resto tutto era come la sera prima.
La ragazza era gi andata via.
Si prepar il caff e mangi due biscotti. Pens che sarebbe stata una buona idea, dopo, andare a prendere un caff al bar. Magari avrebbe messo il suo sorriso migliore e avrebbe provato a scambiare due chiacchiere con la figlia del barista. Magari avrebbe aspettato che lei si girasse a preparargli il caff per guardarle il culo e fare qualche pensierino dei suoi.
Gi pregust lidea.
Fin il caff e torn in bagno per buttarsi sotto la doccia. Gli fece bene. O forse gli fecero bene i pensieri che continuava a fare sulla figlia del barista. Un buon soggetto dopotutto..
Si vest.
Prese le chiavi e usc dallappartamento. Scese la prima rampa di scale e si ricord delle bottiglie che erano ancora sul tavolo. Era indeciso se portarle gi ai bidoni una volta tornato dal bar ma si rese conto che dopo sicuramente si sarebbe limitato a spostarle e quindi decise di tornare in casa a prenderle.
Le mise in una busta e scese nel cortile interno della casa.
Avvicinandosi ai bidoni not un paio di jeans che gli sembr di aver gi visto ma non ricordava dove.
Poi, quando fu pi vicino, la vide. Vide la sua coinquilina tra i bidoni. Un rivolo di sangue gi secco per terra e la posizione innaturale di alcune parti del corpo gli fecero pensare che, codarda, aveva deciso di lasciarsi cadere dal balcone.
Cazzo!, nessuno era ancora sceso a buttare limmondizia visto che non era stata ancora trovata. Alz il suo sguardo per vedere se ci fosse qualcuno alle finestre.
Nessuno..
Lasci cadere le bottiglie nel bidone del vetro e tenne la busta in tasca.
Ripens alla sera prima. Come al solito non si sentiva in colpa di nulla. E non si dispiacque per lultimo volo in caduta libera che la ragazza aveva deciso di fare. Non era stato lui a spingerla a farlo. Non le aveva chiesto niente dopotutto.
Decise. Qualcun altro lavrebbe vista pi tardi e avrebbe chiamato chi di dovere. Forse anche un medico per cercare di rianimarla.
Si volt e and via verso il bar. Dopotutto aveva ancora certi pensieri da fare sul culo di una ragazza che ancora respirava. Dopotutto lui era effettivamente una linea retta che non incontrava nessunaltra linea



8

Entr nel bar sperando di vedere subito la giovane barista. Era pronto, era gasato. Non pensava a quello che aveva visto poco prima. A quello che aveva fatto.
Si avvicin al bancone sperando di poter vedere subito il culo sodo della ragazza. Invece gli si avvicin, dallaltra parte, il padre. Luomo torvo che lo aveva accolto la sera prima e che gli aveva dato le cinque birre che avevano condannato a morte una persona. Era lui lassassino alla fine cazzo!
Cosa ti porto chiese.
Un caff e una sambuca a parte rispose pensando che sarebbe stato meglio bere per dimenticare qualcosa. Non sapeva cosa ma era meglio annebbiarsi subito.
Il caff arriv dopo poco.
Lo zuccher e lo gust sorseggiandolo. Poi prese il bicchiere di sambuca e lo ingoll tutto dun fiato. Melodia dissonante per il suo stomaco.
Pag quanto preso e si avvicin al tavolo dove erano poggiati i giornali. Sfogli distrattamente quello che era aperto a met non soffermandosi a leggere nulla in particolare. Voleva vedere se riusciva a placcare la figlia del barista torvo e cercava solo una scusa per trattenersi nel locale.

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