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Pubblicato il 02/07/2011 09:19:54
Questo cielo aperto, queste antiche case, questo lento e lucentissimo girare diurno e notturno degli astri intorno a questa rupe e io per caso qui o per dettame che seguo, o credo, numero per numero il ripetersi o il variare del celestiale calcolo preso in quella compiutezza o escluso? o non vale quella differenza ma l'identico soltanto, l'infinitamente uguale?
(tratta da La ferita dell'essere, un itinerario antologico, La Biblioteca di Repubblica, 2005, pag. 140)
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