Pubblicato il 12/06/2014 23:17:11
L'abbiamo scritto all'indomani delle elezioni europee e del primo turno delle amministrative: il PD deve resistere alla tentazione di strafare, di stravincere. E' vero che ha ricevuto un ampio mandato popolare nellultimo turno elettorale; molto, anzi moltissimo, lo deve al nuovo corso rappresentato da Matteo Renzi, ma anche vero che questa ampia maggioranza non dovr trasformarsi in arroganti diktat della nuova classe dirigente.
L'Italia forse, finalmente, si trova alla vigilia di un importante periodo di cambiamenti. Le nuove regole che si stanno scrivendo e che riguarderanno l'Italia dei nostri figli, dovranno essere poste in essere senza indugio e celermente, ma con la pi ampia condivisione possibile. Il che non vuol dire che le riforme debbano rimanere bloccate per un interesse particolare o di poco valore, ma non si pu nemmeno accettare di eliminare ogni minima voce che differisca dal coro.
Purtroppo, a distanza di 24 ore, abbiamo assistito all'epurazione in perfetto stile vecchio PCI, di due voci che tentavano di separarsi dalla maggioranza dei riformisti renziani. Ci riferiamo, come noto, alle sostituzioni dell'onorevole Mauro e dell'onorevole Mineo dalla Commissione Affari Costituzionali del Senato.
Non cos che funzionano le regole democratiche e non cos che Renzi riuscir nel suo intento di cambiare l'Italia, cosa peraltro che tutti si attendono e che tutti si aspettano dal volto nuovo della politica italiana.
Ormai sono passati i fatidici cento giorni dalla sua elezione a premier e Renzi sa bene che gli annunci televisivi e le diapositive proiettate sullo schermo non bastano pi per soddisfare l'appetito degli italiani, adesso occorrono provvedimenti legislativi approvati dai due rami del Parlamento e subito esecutivi.
La riforma della legge elettorale, quella del titolo V, la riforma della giustizia, quella del lavoro, la riforma della pubblica amministrazione, la spending review, la riforma della normativa anticorruzione: tutti temi di cui si fa un gran parlare, ma nulla pi. Adesso ora di passare ai fatti, anche perch per i prossimi sei mesi il nostro Governo avr la grande opportunit di guidare il Consiglio dei Capi di Stato e di Governo dell'Unione Europea.
Se Renzi, in questi sei mesi, riuscir a catalizzare le forze politiche italiane che seriamente desiderano il cambiamento, potr beneficiare di questa iper visibilit per portare a casa buoni risultati. Ma dovr riuscire a convincere, senza imporre le sue idee ai potenziali alleati e alla fronda interna al PD, sempre viva e vegeta, come dimostra il recente voto parlamentare sulla responsabilit civile dei magistrati, altrimenti perder per strada tutti i compagni e si ritrover solo.
Senza alcuna riforma portata a casa nel giro dei prossimi sei mesi, Renzi destinato ad essere fagocitato nel magma della politica italiana, fatta di promesse non mantenute e quindi a diventare un ex leader, uno dei tanti.
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