Pubblicato il 30/10/2011 17:41:48
un racconto di Luciano Lodoli da "La strategia di Shahrazad"
Nonno: - Che fai con quei miei fogli in mano? Nipote: - Ho cominciato a leggere per caso e ho continuato sperando di capire cosa stai facendo in questi giorni chiuso nel tuo studio, senza uscire mai di casa e senza farti neanche la barba... Nonno: - Sto completando la mia tesi Nipote: - Sarebbe questa? Nonno: - No, no... veramente ce lavrei gi pronta la mia tesi ma non mi decido a consegnarla perch mi sembra cos banalmente scolastica che non riesco a riconoscerla come mia. Nipote: - A te che importa della tesi? Nonno: - Mah, un titolo accademico, anche dopo i sessantanni, sempre un qualcosa da considerare con un certo rispetto. Nipote: - Ma queste cose che ho letto in questi fogli: di che parli? Chi questa Shahrazd? Chi Clumsy Carp? E questo Liotti, della principessa, un tuo amico? Nonno: - No, no, Liotti non un mio amico, mi piacerebbe, forse, ma lui neanche mi conosce. Nipote: - E la principessa? Nonno: - Mah, la principessa una cosa sua. Credo che per lui rappresenti la realt che c dietro, o in fondo o da qualche parte... un qualcosa che lui continuamente ha limpressione di stare per raggiungere ma... Nipote: - Metafora il nome della principessa? Nonno: - No... sarebbe pi giusto dire che il nome potrebbe essere Verit, oppure Realt... la metafora... beh un modo per dire qualcosa che non sapremmo dire altrimenti, oppure per parlare di cose che non sappiamo se esistano o no. Sai che cos una poesia? Nipote: - Forse s. Non so... s, una poesia la conosco. Nonno: - Me la sapresti recitare? Nipote (spostandosi al centro della stanza ed assumendo latteggiamento del bravo scolaro) recita: -
"Viaggio in Lamponia, di Gianni Rodari. Si pu viaggiare in treno, in automobile, ed in macchina da scrivere perch no? Io ci ho provato Semplicemente battendo un tasto sbagliato Sono arrivato in Lamponia un paese"
Nonno: - Vedi hai detto: si pu viaggiare in macchina da scrivere! Nipote: - Ho capito, una metafora una macchina da scrivere! Nonno (abbracciandolo): - Non cos, ma pi carina, la tua trovata, di una metafora ben capita! Nipote: - Ma la metafora... cosa una metafora? Nonno: - La metafora, alle tre di notte, pu essere una poesia, una principessa, un pipistrello, un bel sogno, un letto caldo ma di giorno qualcosa di molto pi serio. Nipote:- E... Batman? Nonno: - Bateson, Gregory Bateson, stato uno scienziato, un pensatore, un grande creatore di metafore. Inventore di un originale linguaggio sorprendentemente poetico, una sorta di metaforese, un linguaggio originale con cui esprimere le metafore via via create Nipote: - Nonno mi porti a letto e mi racconti la favola di nonno Mago? Nonno: - Nonno Mago una metafora
Dopo qualche minuto il nonno giace addormentato accanto al letto del nipotino ed entrambi godono il rilassamento beato di un profondo sonno ristoratore. Sognando
Nonno: - e alla fine di questa avventura nonno Mago sta seduto ad un tavolo della taverna del paese ed esclama concitato rivolto agli astanti: - credetemi, se avessi saputo dare forma ed apparenza di verit alle mie argomentazioni, leco stessa delle mie parole sarebbe risuonata falsa in ogni angolo della mia mente ed in ogni taverna di questa citt! Nipote:- Dai raccontamene unaltra! Perch non mi racconti una di quelle di Shahrazd? Hai scritto: - Il re disse: O Shahrazd, come sono belli questi racconti, ne conosci degli altri simili? Ed ella narr. Nonno: - E una citazione da Le Mille e una notte. Nipote: - Cos una citazione? Nonno: - Una citazione qualcosa presa da uno scritto o da un detto di qualcuno che ha espresso bene un concetto che noi vorremmo riprendere. Nipote: - Ma, nonno, tu poi non hai scritto pi nulla di questa Shahrazd e di queste Mille e una notte Nonno: - Beh, ne avrei certamente parlato ma tu sei comparso prima che io potessi farlo! Nipote: - E cosa avresti voluto scrivere di Shahrazd? Nonno: - Soltanto questo: io avrei voluto scrivere qualcosa su qualcosa che un po esiste e un po non esiste, ma che se non ci fosse nemmeno in metafora sarebbe come se nessuno di noi fosse mai esistito e nessuno possa mai esistere Nipote: - Comincio a capire, anche io sono una metafora Nonno: - In che senso? Nipote: - Beh, tu non hai nipoti nonno ed io, quindi, non esisto! Nonno: - Ma mi piacerebbe averne, di nipoti, anzi mi piacerebbe avere te Nip come nipote, per in fondo vero: tu stesso sei una metafora! Nipote: - Soltanto? Nonno: - Qualcosa di pi di una metafora, certo. Tu ormai sei nella mia mente, nello stesso modo in cui ci possono essere Bateson, Clumsy Carp, Antonio Odisseo, Shahrazd, il Dalai Lama, Bin Laden, o qualsiasi altra persona, che non abbia mai conosciuto personalmente, ma che in qualche modo ha trovato una rappresentazione nella mia mente Nipote: - Comincio a capire, come se io esistessi, ma solo a met! Per esistere davvero ci dovrebbe essere un qualcosa, che sarei io, che avesse nella mente te, nonno! Nonno: - Ti amo Nip! Probabilmente con questultima considerazione ti sei conquistato la dignit di esistere almeno allo 0,75! Nipote: - Ma Shahrazd? Nonno: - Ormai ti voglio tanto bene che non me la sento di farti notare che sono le sei del mattino Shahrazd era una bellissima principessa che un giorno decise di sposare un re crudelissimo, che negli ultimi tre anni aveva preteso di sposare e possedere ogni giorno una nuova bellissima ed illibata fanciulla. Fanciulla che poi il re aveva spietatamente ucciso, ogni volta, alla fine della prima notte di nozze. Il re uccideva tutte queste fanciulle per vendicarsi dellinfedelt della sua prima amatissima sposa. In capo a tre anni era ormai quasi impossibile trovare fanciulle vergini ed un giorno il visir, che era il pap di Shahrazd e che aveva tra laltro il compito di trovare le vergini per il re, era disperato perch se non avesse trovato una fanciulla entro la sera sarebbe sicuramente stato decapitato egli stesso. Shahrazd, che oltre ad essere bellissima era anche una fanciulla sensibile e, come diremmo oggi, unacuta psicologa, un po per salvare il padre, un po per salvare tante altre infelici fanciulle, propose di offrirsi lei stessa in sposa al re, convinta anche di potersi salvare conquistandone in qualche modo la benevolenza Nipote: - E ci riusc? Nonno: - Shahrazd riusc a conquistarsi la benevolenza e lamore del re raccontando delle meravigliose storie, ogni sera pi belle, facendo cos in modo che il re, desiderando sopra ogni cosa avere unaltra storia da ascoltare, rinviasse ogni giorno luccisione di Shahrazd finch, dopo mille notti, non si accorse di avere completamente dimenticato la sua rabbia e il desiderio di vendicarsi. Nipote:- Ma cosa centra con quello che stai scrivendo? Nonno: - Ora che cominci a capire tante cose, puoi forse aver unidea di che cosa sia un discorso circolare. Tornando e ritornando su uno stesso argomento, in modo tale che ogni volta qualche particolare magari piccolo venga aggiunto, qualche altro aspetto sia presentato sotto un punto di vista diverso, qualche altra cosa che prima era separata sia presentata in qualche relazione e cos via, passando attraverso tutti i possibili stadi della disperazione ogni volta che i significati diventano pi oscuri e pi difficili da mettere a fuoco, improvvisamente, se ci avviene, abbiamo la piacevole sorpresa di scoprire che qualcosa di quello che cercavamo, qualcosa che ha acquistato un significato sorprendentemente nuovo e stimolante. Penso alla mente, alla coscienza, allidentit, alla Principessa, o come la vogliamo chiamare, come qualcosa costituito di due parti che si continuano una nellaltra. Una parte esprimibile, di cui ci si pu facilmente prender carico con un metodo di osservazione e di studio, basato sul significato che gli studiosi che le studiano danno alle parole. Laltra parte il tacito, la coscienza tacita, invece tale che, non potendosi affrontare a parole, si potrebbe decidere di non considerarla affatto. Come molti fanno. Ma se il tacito si scelto come proprio personale, esistenziale, oggetto di studio, necessario armarsi di tutta la pazienza necessaria e circondarlo con i propri discorsi circolari, arruolando ad ogni giro nuove metafore, metafore di metafore e favole, nonni, nipoti ed esercitando l abitudine ad osservare i nostri stati interiori. Le mille e una notte infine, sono lopera letteraria in cui ogni angolo del tacito viene in mille modi evocato, in poesia, in prosa, in canto, nella rappresentazione pi realmente realistica o fantasticamente fantastica Nipote:- E le vergini? Le vergini furono salve? Nonno: - Le vergini furono salve! Quella volta
« indietro |
stampa |
invia ad un amico »
# 0 commenti: Leggi |
Commenta » |
commenta con il testo a fronte »
I testi, le immagini o i video pubblicati in questa pagina, laddove non facciano parte dei contenuti o del layout grafico gestiti direttamente da LaRecherche.it, sono da considerarsi pubblicati direttamente dall'autore Luciano Lodoli, dunque senza un filtro diretto della Redazione, che comunque esercita un controllo, ma qualcosa puó sfuggire, pertanto, qualora si ravvisassero attribuzioni non corrette di Opere o violazioni del diritto d'autore si invita a contattare direttamente la Redazione a questa e-mail: redazione@larecherche.it, indicando chiaramente la questione e riportando il collegamento a questa medesima pagina. Si ringrazia per la collaborazione.
|