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Pubblicato il 02/12/2011 08:13:58
È faticoso avere il corpo sempre con me, specialmente quando la fuga si accumula e la tristezza si addensa, allora strani simboli velano il cielo e mi smarrisco in me stesso, perciò disegno la pioggia, moltiplico le acquerugiole infantili affinché il giorno non soffochi.
***
Talvolta riesco a scordarmi di pensare, guardo come i sassi, gli alberi e gli elefanti innamorati, allora congiungo le mani.
(dalla raccolta Nikogar ni k večerji, Nova revija, Ljubljana 2008, traduzione dallo sloveno di Jolka Milič)
in http://www.filidaquilone.it/num024milic.html)
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