Pubblicato il 09/02/2012 18:33:24
Io vorrei, superato ogni tremore giungere alla bellezza che mi incalza, dalla rovina del silenzio, fonda, togliere la misura della voce e cantare all'unisono coi suoni; stamparmi nelle palme ogni vigore in crescita perenne e modulare un attento confine con le cose ov'io possa con esse colloquiare difesa sempre da incipienti caos. Vorrei abitare nel segreto cuore centro d'ogni pi puro movimento, animare di me gli spenti aspetti dei fantasmi reali e riplasmare le parabole ardenti ove ogni grazia tocca dal suo limite. Variata stupendamente da codesti incontri numerer la plurima mia essenza entro un solo, perenne, insistere di toni adolescenti. Nell'aperta misura delle ali del pi libero uccello, nel vigore degli alberi, nella chiarezza-musica dei venti, nel frastuono puerile dei colori, nell'aroma del frutto, sar creatura in unico e diverso principio, senza origine ne segno d'ancestrale condanna. E so, per questa verit, che il tempo non croller spargendo le rovine dei violati contatti alla mitezza del mio nuovo apparire, n la sacra identit del canto verr meno ai suoi idoli vivi.
16 dicembre 1954
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