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Ogni lettore, quando legge, legge sé stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

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Polvere del bene

Poesia

Giacomo Leronni (Biografia)
Manni Editori

Recensione di Roberto Maggiani
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Pubblicato il 31/12/2008 23:26:00

Penso che Giacomo Leronni, classe 1963, con questa sua prima raccolta, abbia mostrato ufficialmente la sua poetica, caratterizzata, a mio avviso, da una sorta di metaforica visionariet. Lautore non arrivato a scrivere questo libro di punto in bianco, avendo egli infatti gi visto la pubblicazione di suoi testi su varie riviste nazionali di una certa rilevanza, per quanto note soltanto nellambiente rarefatto dei mestieranti della poesia.

A mio avviso la poesia di Leronni semplice, netta. Esperienze e idee si rincorrono unendosi e disgiungendosi in una sorta di caleidoscopica euforia. Nel corso della narrazione poetica, una delle parole pi frequenti la parola ombra. Pare che lautore ponga il suo dire in una zona rarefatta dombra, alla ricerca della giusta tonalit per esprimere con discrezione la sua visione del mondo, ma ombra porta con s luce, necessaria, appunto, per porre in essere lombra.
Altro elemento che caratterizza la sua poetica la rilevante componente dialogica che si esplicita praticamente in tutte le poesie; v sempre un tu verso il quale il poeta si sposta col pensiero e con la narrazione. Sicuramente, nel pensiero cosciente dello scrittore vi sar, a personificare quel tu, una persona conosciuta, reale, magari amata, ma che metaforicamente, a mio avviso, rappresenta lanima di tutti coloro che prenderanno in mano il suo libro e si avventureranno nella lettura dei suoi versi. Trovo conferma, anche se parziale, a questa prospettiva, nella nota finale alla raccolta, dove Leronni si esprime cos: [] preferirei che il lettore, eventualmente, si chiedesse non tanto cosa il poeta avr voluto dire, quanto piuttosto cosa, con lui, disposto ad ascoltare. Si pu a ragione dire che quella di Leronni una poesia scritta per coinvolgere il lettore, o addirittura per trascinarlo, data talvolta la forza dialogica, in un ascolto e una meditazione, assorta e visionaria, del mondo reale, per questo si d un gran da fare con le parole. I versi ben lavorati, sintatticamente e formalmente, hanno capacit evocativa, un uso prolungato di aggettivi, opportunamente incastonati, rende il testo simile alle immagini di un sogno che appare, dapprima, disordinato e senza senso, ma che poi, appena desti, dopo un primo momento oscillante, si agganciano alla mente razionale, mostrandoci il suo vero senso, una rielaborazione quasi esorcizzante di esperienze vissute.
Quella di Leronni una poesia che privilegia e invoca la sera quindi non una oscurit totale , luogo e ora di ombra in cui il gioco del buio di rendere visivamente tutto il mondo uguale, diventa preponderante: Reca la sua luce insonne. / Foglie ne raccolgono lo sguardo / ma il suo passo altro dal loro. / Cristalli: le sue parole. / Germogli di quel sereno / che non dichiara i suoi confini. // A volte basta una voce perch la mano eluda il gelo: / i sensi sgusciano oltre largine / saggiano nardo e fuoco. / Lei non qui / ma in fondo vera: col suo volto / inesorabile avanza la sera.

Ma lombra non soltanto un elemento poetico del libro, in realt ci che il libro aspira ad essere, un luogo non soleggiato, una frescura sul calore della complessit dellesistenza la quale percorre i suoi lidi in modo anche doloroso e talvolta infame; in questo senso la raccolta assume la connotazione di un luogo momentaneo di conforto e ristoro, e chiuderlo, terminata la lettura, come chiudere un parasole una volta calata la sera, non serve pi, ma servito: Questo libro procede lentamente / si lascia accompagnare da chiunque / non ha mete da toccare, annota / [] Non lascer / tracce difficili da cancellare / non render favori, non servir / allo svago dei bambini / n scalzer le bibbie degli adulti. // [] / Far poca fatica chi lincontra / meno ci vorr a dimenticarlo / [].

Sono molte le poesie che citerei, ma non possibile per ovvi motivi. Consiglio di leggere il libro per intero, con calma, facendo pausa tra un capitolo e laltro, per avere il tempo di far depositare le suggestioni, come quelle di un sogno molto reale, che lautore abilmente delinea.
La raccolta fila, per cos dire, liscia, per quanto lelemento oscurit sia sempre sul limite della luce pronto ad inglobarla; ma alla fine del percorso, Leronni, trasla il lettore nella penombra verso una zona di luce, aprendo al conforto del bene; alcune oscurit erano soltanto brutti sogni, il mondo della veglia luminoso, basta aprire le serrande, lamicizia ne garanzia: [] // Nella penombra del bene / quando il corpo tergiversa / e cede la fitta del pensiero / giungi allosso della comunione. / La voce ricalca il desiderio / che hai visto vivere, temere: / una bellezza esiste / gli amici garantiscono per te.

Una noticina per lautore, non essendo il tipo di versificazione fondato sulla rima ma semmai su assonanze diffuse in tutto il testo poetico, eviterei completamente anche le pochissime facili rime che, raramente, si incontrano nella seconda parte del libro, rischiano di far perdere momentaneamente quota alla buona coerenza compositiva di cui il libro pu senzaltro vantarsi.
I nostri complimenti, con laugurio di nuovi slanci verso una crescente maturit poetica.


Il libro ha vinto, per l'opera prima, il premio "Alessandro Contini Bonacossi", 2009.

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