Pubblicato il 01/01/2009 20:29:00
Avevo letto Silvia Tamberi ai suoi esordi in poesia, avvenuti con la raccolta Emozioni (1989), seguita poi da Vagabondaggi (Edizioni Clandestine, 2000). Gi da quei primi versi era evidente, in Tamberi, la necessit della scrittura poetica come forza espressiva doverosa, al fine di elevare la propria voce con nitida energia al di sopra del clamore sociale che, molto spesso e senza riguardo, schiaccia le vite di coloro che vivono nella cosiddetta diversit. Tamberi, con questa sua nuova raccolta, ha fatto un salto importante verso la maturit della sua espressione poetica, riuscendo, in circa centoventi pagine, a delineare un percorso in versi degno di essere annoverato, a mio avviso, per la sua schiettezza, tra i pi belli e significativi che la poesia italiana di questa prima parte di secolo pu vantare; affermando ci sono cosciente che potrei esprimere un giudizio soggettivo per quel che riguarda lo stile compositivo, ma sono invece sicuro di oggettivit per quanto riguarda limportanza dei contenuti e delle tematiche trattate dalla Tamberi, connotati da una forte carica introspettiva. Le poesie sono lunghe e articolate, ognuna potrebbe essere smembrata, per la densit di significati, in decine di aforismi di notevole impatto. Lautrice ha capacit di silenzio, ascolto e osservazione, sia di se stessa che del mondo che saggira intorno al luogo dal quale osservatrice quasi costretta, luogo che pare favorito quanto sofferto: Questo accadere inaspettato / questo non succedere sorprendente / a cui cercare una giustificazione. / Questo presente / cos scoordinato da questa et corrente / e da questo stare vivendo / in cui dover trovare un equilibrio / come una voglia di vivere impedita / unimpossibilit dandare / una normalit ostacolata / che quasi stupisce. / [], (Contraddittoriamente, pag. 77).
Tamberi riesce ad intessere una maglia di versi che, seguendo il ritmo cadenzato di una certa ripetitivit, mai annoiante, fuori luogo o meramente insistente, conducono il lettore ad una sorta di autoanalisi esistenziale inducendovi un pensiero rasserenante e propositi per un nuovo inizio, in spirito e azione. Essa, attraverso una particolare capacit di introspezione, sembra raggiungere un punto di vista privilegiato sul mondo, riuscendo a innestarsi nelle sue fessure di silenzio e a raccontarne i non sensi, le frette, i deliri insani, gli attimi, le lontananze, i ritardi, le sensazioni, i sogni, le somiglianze, i percorsi, i singhiozzi, i sobbalzi, il mistero: Accade nellanima / un succedere violento e impetuoso / cos diverso dalla realt. / Accade nellanima / che un dolore nuovo / e inaspettato / vi scivoli / che una delusione / vi si annidi. / Accade nellanima / che una serenit insperata / entri ad abitarvi / per attimi che sembrano infiniti. / Accade nellanima / che allimprovviso / un dolore si dissolva / una paura svanisca. / [], (Accade nellanima, pag. 86).
Sebbene siano molte le riflessioni e le suggestioni che il libro estrae dallanima, non aggiungo altro, sperando vivamente che i lettori possano seguire il consiglio di leggere questa raccolta di poesie che verrebbe voglia di regalare ad ogni persona cara, anche se non dedita alla poesia, per la semplicit espressiva e la pregnante forza riflessiva: [] / Quando marresto / e non vorrei / e aspetto poi / di superare ostacoli / e proseguire ancora. / Quando di tutto / e altro ancora / far versi / per cantare / ogni agire / ogni fare., (Quando, pag. 115).
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