Questo che a notte balugina
nella calotta del mio pensiero,
traccia madreperlacea di lumaca
o smeriglio di vetro calpestato,
non lume di chiesa o d'officina
che alimenti chierico rosso, o nero.
Solo quest'iride posso
lasciarti a testimonianza
d'una fede che fu combattuta,
d'una speranza che bruci pi lenta
di un duro ceppo nel focolare.
Conservane la cipria nello specchietto
quando spenta ogni lampada
la sardana si far infernale
e un ombroso Lucifero
scender su una prora
del Tamigi, dell'Hudson, della Senna
scuotendo l'ali di bitume semi-mozze
dalla fatica, a dirti: l'ora.
Non un'eredit, un portafortuna
che pu reggere all'urto dei monsoni
sul fil di ragno della memoria,
ma una storia non dura che nella cenere
e persistenza solo l'estinzione.
Giusto era il segno: chi l'ha ravvisato
non pu fallire nel ritrovarti.
Ognuno riconosce i suoi:
l'orgoglio non era fuga, l'umilt non era vile,
il tenue bagliore strofinato
laggi non era quello di un fiammifero.
I testi, le immagini o i video pubblicati in questa pagina, laddove non facciano parte dei contenuti o del layout grafico gestiti direttamente da LaRecherche.it, sono da considerarsi pubblicati direttamente dall'autore Carla de Falco, dunque senza un filtro diretto della Redazione, che comunque esercita un controllo, ma qualcosa puó sfuggire, pertanto, qualora si ravvisassero attribuzioni non corrette di Opere o violazioni del diritto d'autore si invita a contattare direttamente la Redazione a questa e-mail: redazione@larecherche.it, indicando chiaramente la questione e riportando il collegamento a questa medesima pagina. Si ringrazia per la collaborazione.