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di Piero Passaro
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Pubblicato il 08/03/2015 15:59:56

Se pensi ad un assassino, ti si configurano nella testa delle immagini riguardanti una persona immorale che compie abominevoli crimini. Pensi che è parte del male, di ciò che non vorresti essere. 

Un estremo, può essere definito, quello di essere un assassino...o meglio di uccidere una persona. 

Togliere la vita ad un individuo è un'azione che può segnare la vita. Ti può portare ad essere parte di quel male di cui ho scritto precedentemente. Non penso che la vita sia solo una decisione di estremi, penso fortemente che esistano diverse versioni di noi in base ai momenti che si forgiano durante gli eventi. Sei uno è buono perchè ha sempre fatto il buono e poi  uccide qualcuno per vendicarsi di qualcun'altro , magari un suo caro , che gli è stato ucciso a sua volta , dovrebbe essere subito spostato dalla parte degli estremi cattivi? Non lo trovo ragionevole. Nel secondo in cui uccide fa parte del male...nel tempo, magari con la catarsi o la redenzione, (e magari anche senza questi) torna nel bene.

La vita è una bilancia, il male e il bene sono uno da una parte e uno dall'altra. Ogni persona , con il susseguirsi degli eventi , può oscillare da una parte all'altra. Sono i momenti che lo decidono. Male e bene, giusto e sbagliato...non sono scelte o modi di vivere, sono conseguenze. Esistono di fatto e di fatto possono essere colti in precisi momenti. Non bisogna scegliere una parte e odiare l'altra, bisogna comprendere entrambe le parti e lasciare che le tue emozioni le colgano quando occorre. Infatti sono quasi sicuro nell'affermare che non c'è niente di peggio di un falso buono(in realtà cattivo) e viceversa. Qualcuno ha detto che c'è una parte oscura in ognuno di noi ; in realtà non è una  parte, è un momento. Mi sembra così naturale sbilanciarsi verso quel che sentiamo...e una persona che assapora le due facce della medaglia, per quanto si sia immersa nel male e sia tornata indietro, è inevitabilmente più cosciente, saggia e forte a parere mio.


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